L’AQUILA  – “Vogliamo sapere quali sono le responsabilità, altrimenti perché sono volati in cielo questi angeli?”.

Così il presidente dell’Associazione 309 Martiri, nata dopo il sisma del 6 aprile 2009 all’Aquila, Massimo Cinque, dopo la sentenza d’Appello ai componenti della commissione Grandi rischi che ha ribaltato il verdetto di primo grado assolvendo i 6 esperti che erano stati condannati per aver rassicurato gli aquilani alla vigilia.

Cinque, pediatra, la notte del 6 aprile perse la moglie e due figli nel crollo di uno stabile in via Campo di Fossa.

Oggi, dell’unico tra i componenti della commissione condannato ieri a 2 anni dalla Corte d’Appello dell’Aquila, l’ex vice capo della Protezione civile e presidente dell’Ispra, Bernardo De Bernardinis, dice: “Hanno incastrato uno che ha pagato per tutti. Spero possa dire quello che sa, la città è indignata e attende giustizia”.

“C’è qualcosa che non va nel processo – dice ancora Cinque – perché come si possono dare sei anni in primo grado e poi cancellare tutto, escluso un caso. O qualcuno ha sbagliato prima o qualcuno dopo. Delle due l’una”.

“Credo che qualcuno la mattina si debba guardare allo specchio e mettersi la mano sulla coscienza perché queste persone hanno sulla coscienza 309 morti”, conclude.