L’AQUILA – “Noi siamo scienziati, sappiamo che i terremoti sono avvenimenti imprevedibili. è’ un fatto di emotività, ma credo sia giusto tornare alla normale attività, alla tranquillità. Sono avvenimenti che la scienza controlla, anche se fino a un certo punto”.

Queste le parole del rettore dell’Università dell’Aquila Ferdinando Di Orio il 31 marzo 2009, giorno successivo alle scosse più forte dello sciame sismico che precedette il devastante sisma del 6 aprile, ascoltate nel corso dell’udienza di oggi al processo alla commissione Grandi Rischi grazie alla proiezione di una videointervista di abruzzo24ore.tv.

Parole rassicuranti nel quadro di una situazione di isteria generale nella quale la cittadinanza cercava continuamente informazioni, più che rassicurazioni, ma pronunciate diverse ore prima della riunione della commissione Grandi Rischi.

Di Orio, nel video mostrato in aula su uno schermo gigante in aula poi fatto rimuovere dagli uomini della Digos, parla quindi da scienziato e definisce la situazione “un fatto di emotività”, avendo vissuto “in prima persona” le due scosse del 30 marzo, quelle che spaventarono un’intera popolazione.