L’AQUILA – “In psicologia si definisce ‘effetto Dunning-Kruger’: le persone incompetenti non solo sono inefficaci nelle strategie che mettono in atto nel perseguire i propri obiettivi ma, forse ancora peggio, non sono in grado di rendersene conto e pensano al contrario di essere migliori degli altri. Se a questo sommiamo l’arroganza generata dall’esercizio del potere, troviamo la spiegazione al comunicato stampa diffuso ieri dai capigruppo della maggioranza di destra al Comune dell’Aquila, dettato evidentemente dal sindaco della città – se ne riconoscono i tratti rancorosi – come replica ad un post social del consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci che metteva in luce gli innegabili disagi vissuti da chi si è recato a sciare a Campo Imperatore, non rispondendo nel merito ma buttandola in caciara, come d’abitudine, con un attacco violento, volgare, sguaiato e politicamente inaccettabile”.
È quanto si legge in una nota del Partito democratico dell’Aquila in risposta al comunicato diffuso ieri dai capigruppo del centrodestra al Consiglio comunale che, a loro volta, replicavano alle dichiarazioni diffuse sui social dal consigliere regionale del Partito Democratico Pierpaolo Pietrucci sulla Funivia del Gran Sasso e su Campo Imperatore. (Qui il link)
“D’altra parte, non è la prima volta e temiamo non sarà l’ultima: i capigruppo della destra in Consiglio comunale, oramai, sono ridotti a farsi portavoce del sindaco” Pierluigi Biondi, di FdI, “e della sua volontà di comando e controllo, insofferente alle critiche e persino alle proposte di una opposizione che si tenta in ogni modo di silenziare”, sottolineano.
Di seguito la nota completa.
“I fatti stanno lì a dimostrare l’incompetenza di chi, quasi 9 anni fa, vinse le elezioni promettendo lo sviluppo del nostro comprensorio montano, diffondendo video che raccontavano di impianti e interventi di riqualificazione, assicurando la soluzione al problema dei vincoli; quasi 9 anni dopo, la realtà è che la situazione, oggi, è assai peggiore di allora.
Campo Imperatore è un manifesto di incompetenza e sciatteria: in abbandono, o quasi, il cantiere della scala mobile che dovrebbe collegare il piazzale Simoncelli alla Villetta, la ricostruzione dell’albergo più e più volte annunciata ancora lontana dal concludersi, le poche strutture sono fatiscenti e sporche, indegne di una stazione dalle enormi potenzialità (si pensi al tunnel che conduce direttamente sulle piste…).
E poi le file interminabili: ore e ore di attesa per gli appassionati che hanno scelto Campo Imperatore per una giornata sulla neve: code non solo per salire sulla funivia, ma persino per sottoscrivere l’abbonamento; d’altra parte, si è stati incapaci persino di offrire un servizio online, come accade ovunque al mondo e per qualsiasi attrazione, per l’acquisto di abbonamenti e biglietti.
Questa è la realtà.
Per non parlare dei vincoli che, paradossalmente, sebbene la gestione del comprensorio sia stata affidata a chi, quasi 9 anni fa, raccoglieva firme con una sedicente associazione apartitica per un referendum sulla ridefinizione del Sic, proprio sotto il governo di destra in Regione, Provincia e Comune sono divenuti addirittura più stringenti, con la trasformazione in Zsc – zona a speciale conservazione – portata ad approvazione del Consiglio regionale dall’assessore Emanuele Imprudente.
Un vero capolavoro!
Eppure, avevamo provato – mesi fa – ad avanzare una nostra proposta, concreta e percorribile, per dare una svolta allo sviluppo del comprensorio: la sostituzione della funivia, su cui si è intervenuti per il cambio delle funi, con una moderna cabinovia trifune. Avevamo provato a far capire che limitarsi a sostituire le funi avrebbe significato riportare a piena funzionalità la funivia ma non avrebbe risolto i problemi strutturali che, da anni, soffocano lo sviluppo della stazione sciistica.
Portammo la proposta in Consiglio comunale, per consentire una discussione scevra da strumentalizzazioni, allargandola a tutte le realtà competenti fra parco, istituzioni e operatori; depositammo un odg, a prima firma Stefano Albano, disposti ad approfondirlo e a condividerlo con la maggioranza.
Non ci hanno voluto ascoltare, votando contro senza neanche mostrare volontà di riflessione.
E’ chiaro a tutti che l’attuale funivia sia una infrastruttura oramai vetusta, inefficace e inefficiente, capace di portare in quota poche centinaia di persone al giorno, con tempi di attesa che, in alcune giornate, e lo abbiamo visto, diventano insostenibili.
C’era la concreta possibilità di cambiare lo stato delle cose. La funivia doveva comunque chiudere per la sostituzione delle funi, erano disponibili risorse economiche che non avevamo mai avuto e che non avremo mai più, tra FSC in fase di programmazione, fondi Restart ancora da impegnare, Pnrr e fondo complementare oltre ai 4 milioni che erano già stati stanziati per la sostituzione delle funi: quale migliore occasione per trasformare una criticità in una opportunità consentendo alla comunità, tutta, senza preconcetti, di provare a ragionare strategicamente, almeno per una volta, di avere il coraggio di provare a pianificare il futuro mettendo in campo un approfondimento che fosse in grado di valutare, compiutamente e in tempi brevi, ogni aspetto, ambientale, tecnico ed economico della ipotesi di sostituzione dell’impianto.
Una cabinovia trifune avrebbe permesso di portare in quota, d’inverno e – soprattutto – d’estate migliaia di persone al giorno, in modo rapido ed efficiente, consentendo tra l’altro di chiudere ai turisti la strada verso Campo Imperatore all’altezza dei ruderi di Sant’Egidio, evitando, così, l’attuale vergogna di vedere, ogni estate, salire in quota 150.000 persone con mezzi propri.
La maggioranza, però, non ha voluto neanche aprire un tavolo di confronto e discussione, come fa sempre, ignorando ogni proposta che arriva dalle forze di opposizione.
Ed oggi, dinanzi alle criticità che stanno emergendo, i capigruppo in Consiglio comunale non trovano di meglio che offendere sul piano personale gli esponenti dell’opposizione, incapaci di replicare nel merito. Si continua a parlare del secondo arroccamento che, se fino a qualche anno fa poteva anche avere un senso, oggi rappresenterebbe un investimento economico antistorico e illogico; d’altra parte, parliamo del nulla se è vero, come è vero, che non è stato approvato neppure il Dip e poi servirebbe il parere del parco: insomma, anche su questo intervento siamo all’anno zero e sfidiamo pubblicamente la maggioranza a confrontarci sull’evidenza che quell’impianto, al di là delle promesse, non si farà mai.
Al contrario, in Consiglio comunale i vertici del Parco si erano detti disponibili a discutere della sostituzione della funivia con una cabinovia trifune, come quella realizzata sul Piccolo Cervino a quasi 4 mila metri per fare soltanto un esempio, mantenendo lo stesso tracciato attuale. Ciò che avevamo proposto come Pd, mettendo sul tavolo l’idea di realizzare una cabinovia leggera, che avrebbe potuto portare in quota 2 mila persone l’ora, con cabine da 8 o 10 posti.
D’altra parte, un impianto 3s avrebbe occupato meno area delle attuali stazioni di monte e di valle della funivia: non lo diciamo noi, lo hanno affermato tecnici competenti che abbiamo portato in Consiglio comunale.
E sulla questione economica, non è assolutamente vero che un impianto del genere sarebbe costato 50 milioni: parliamo di un intervento da 20-30 milioni, la somma andava quantificata compiutamente; le risorse c’erano e ci sono, mai come oggi, ma si continua a preferire spendere milioni di euro per palchi e palchetti, concerti ed eventi, comunicazione istituzionale e personale (del sindaco…), ponti con i pennacchi, pavimentazioni bianche e macchinari per tenerla pulita. Ricordiamo alle cittadine e ai cittadini che, in meno di 8 anni, la giunta Biondi ha investito oltre 40 milioni di euro sugli eventi.
Si è trattato di una precisa scelta politica sbagliata a nostro parere, che la destra non ha neanche il coraggio di rivendicare; piuttosto, i capigruppo di maggioranza si intestano il fatto che la stazione di Campo Imperatore sia affollata perché l’unica con innevamento naturale: non sapevamo fosse merito loro. La verità è che la destra sta sprecando questo dono della natura, su cui al contrario avrebbe dovuto investire con coraggio e lungimiranza, col rischio di gettare al macero anche uno dei pochi volani di sviluppo reale, concreto, per il territorio.
Evidentemente, però, non è questa la priorità; meglio concentrarsi sulla propaganda di un sindaco alla disperata ricerca di un posto al sole a Roma.




