L’AQUILA – “È giusto e positivo che sulla questione del rilancio del Gran Sasso, e sull’accordo raggiunto dalle forze di maggioranza in Consiglio comunale, si concentri l’attenzione dell’opinione pubblica e della classe politica cittadina. Il Gran Sasso, con il suo formidabile patrimonio naturalistico, rappresenta infatti un’opportunità di sviluppo straordinaria per il nostro territorio. Un’opportunità da difendere, purtroppo, anche dalle strumentalizzazioni”.
Così in una nota il consigliere comunale aquilano del Partito Democratico Stefano Palumbo.
“Stupiscono infatti – affema Palumbo – le veementi reazioni ad un documento che di fatto sancisce l’accordo dell’intera maggioranza sulla realizzazione del piano d’area; reazioni che invece sarebbe stato naturale aspettarsi all’indomani del Consiglio comunale per la votazione del bilancio quando l’opposizione, con Guido Liris in testa, votò compatta l’emendamento presentato da Enrico Perilli, che prevedeva di stralciare dal piano triennale delle opere pubbliche un investimento di 9 milioni di euro per la realizzazione degli impianti di Montecristo,stanziamento difeso con forza dal Pd e da parte della maggioranza. Se fosse passata quella proposta, si sarebbe messa definitivamente una pietra sopra al piano di sviluppo del Gran Sasso e sarebbero andati in fumo i 18 milioni di finanziamenti di cui oggi invece si dispone per la realizzazione di importanti interventi, come i lavori sull’Albergo di Campo Imperatore e sull’Ostello, il sistema dei servizi da Campo Imperatore a Fonte Cerreto, l’ammodernamento dell’impiantistica dedicata agli sport invernali e la sistemazione della rete sentieristica di alta e media quota. Un monte finanziario destinato in futuro a superare i 50 mln con altri stanziamenti già richiesti e programmati e attraverso la privatizzazione del Centro Turistico del Gran Sasso”.
“Da quel giorno di fine agosto – prosegue l’esponente piddino – la maggioranza ha lavorato per ricucire quella frattura e attraverso un confronto maturo è riuscita, salvaguardando le diverse sensibilità, a rilanciare una prospettiva di sviluppo funzionale non solo al destino della stazione sciistica ma soprattutto all’idea di costruire, attraverso il primo Distretto Turistico Montano istituto in Italia, un Brand territoriale in grado di attivare un turismo pluristagionale. Sistemare e valorizzare una moderna e articolata rete di sentieri per escursioni giornaliere e trekking di lunga durata, realizzare un impianto per lo sci di fondo, promuovere l’arrampicata sportiva, individuare itinerari da percorrere a piedi, in mountain bike o free ride, a cavallo, sistemare i Rifugi del Cai e i tanti piccoli rifugi pastorali oggi per lo più in stato di degrado e abbandono, significa dare concretamente corpo all’idea di fare veramente del Gran Sasso il ‘piccolo Tibet’”.
“Un modello nato dal confronto avviato in questi anni con associazioni e operatori del settore, presentato alla città nei due appuntamenti del Festival della Montagna finora organizzati e attorno al quale, siamo sicuri, sarà possibile sviluppare un solido sistema economico”, conclude Palumbo.




