L’AQUILA – “Può una famiglia di fringuelli alpini bloccare la sostituzione della seggiovia della Fontari necessaria agli impianti sciistici di Campo imperatore? Può una burocrazia kafkiana e ambientalisti capricciosi e con lo stipendio assicurato, condannarci al fallimento?”

A chiederselo gli arrabbiatissimi operatori turistici del Gran Sasso aquilano, con in testa Ada Fiordigigli, titolare dell’omonimo hotel ai piedi della funivia, Roberto e Fabrizio Bellassai, titolari del Nido delle Aquile, che chiedono un incontro urgente il 25 giugno prossimo con Comune, Regione Abruzzo, Parco nazionale Gran Sasso Monti della Laga, e anche associazioni ambientaliste, al fine di avere un’unica risposta: quando partiranno i lavori di sostituzione della seggiovia vecchia di decenni bloccata dalla burocrazia.

“Il tempo stringe entro ottobre bisogna terminare –  spiega Fiordigigli –  o si rischierà anche quest’anno il crollo delle presenze, già ridotte di un terzo nell’ultima stagione, dai 60 mila delll’inverno 2013 ai 21 mila del 2014”.

I soldi per i lavori ci sono,  9,5 milioni di fondi Cipe, il progetto pure, si attende l’esito della gara d’appalto. Quello che mancano sono i bolli e le firme che devono apporre le burocrazie dei vari enti.

Ovvero spiega Roberto Bellassai, “ per l’avvio dei lavori manca ancora il parere Vinca che deve essere espresso dal Comune dell’Aquila da più di un anno, e la relazione di impatto ambientale che deve essere invece prodotta dalla Commissione Via di Regione Abruzzo, che non si riunisce da mesi a causa della sua riorganizzazione”.

Ma che c’entrano i fringuelli alpini?

C’entrano eccome: il Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga ha dato già l’ok al progetto di sostituzione della vecchia seggiovia. Però accusa Roberto Bellassai, ” ci sarebbero ora problemi con il nulla osta che deve essere rilasciato dal responsabile dell’ufficio tecnico scientifico del Parco, Federico Striglioni, reso problematico dal fatto che la seggiovia andrebbe a disturbare una famiglia di fringuelli alpini. Inoltre, l’aumento delle persone sulla montagna porterebbe al calpestio di una porzione di prato, mai circoscritta fino ad ora, che deve essere assolutamente tutelata”.

Parole durissime degli operatori poi contro il Wwf e Italia nostra, ovvero contro “ambientalisti pescaresi con lo stipendio garantito che vogliono ridurre alla fame centinaia di famiglie dell’entroterra, con motivazioni ridicole surreali, per puro capriccio”. Parole dure contro il Parco, definito un “inutile stipendificio” che “sono undici anni che  deve approvare del Piano territoriale”

“ A Roccaraso investono milioni di euro per potenziare gli impianti – si sfoga Fabrizio Bellassai – a Campo Felice e Ovindoli hanno scavato una galleria, sul Monte Bianco hanno fatto una funivia a 4 mila metri di altitudine. Mi chiedo dove erano gli stessi ambientalisti che continuano a perseguitarci. E dov’erano quando hanno costruito alberghi sulla spiaggia nelle loro città. Qui rischiamo il fallimento per una famiglia di pur rispettabilissimi e simpatici fringuelli, che per qualcuno è ragione sufficiente per impedire di sostituire e potenziare una vecchia e pericolosa seggiovia”.