L’AQUILA – Ci sarà il 1 febbraio a partire dalle ore 15 il collaudo dell’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi (Ustif) dell’illuminazione della funivia del Gran Sasso.
Le attività di collaudo andranno avanti fino ad orario notturno e, se necessario, anche nella giornata seguente.
Saranno quindi possibili a partire dal prossimo mese le corse notturne sul Gran Sasso.
Un iter lungo quello per l’illuminazione della funivia che ha visto il Comune lottare per i pareri favorevoli dell’Ente parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga e della soprintendenza ai beni ambientali e paesaggistici.
Nel primo sopralluogo dopo i lavori di manutenzione ventennale, il 15 dicembre scorso l’’Ustif non ha dato il via libera a causa dei problemi riscontrati all’anemometro e al pressostato.
Il nuovo collaudo avrebbe dovuto esserci lo scorso 22 dicembre, ma è stato poi bloccato a causa delle forti raffiche di vento a 130 chilometri orari.
Sul posto ci saranno i tecnici dell’ufficio speciale del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, Marco Cordeschi, direttore di esercizio degli impianti sciistici di Campo Imperatore e il rup Carlo Bolino,
Un primo passo importante per il Gran Sasso perché solleciterà il turismo anche notturno – afferma Luigi Faccia, presidente della scuola Sci Assergi ed ex consigliere comunale – Resta tuttavia ancora da risolvere il problema della carenza delle strutture recettive”.
L’ostello infatti giace ancora in uno stato di abbandono e l’albergo di Campo Imperatore necessità di interventi di ristrutturazione.
“Se è vero quanto ha dichiarato il sindaco, Massimo Cialente – aggiunge – A fine stagione dovrebbero partire i lavori di ricostruzione dell’ostello e di ristrutturazione dell’albergo prigione di Mussolini. Auspichiamo sia così, anche perché le strutture recettive sono vitali per la nostra montagna e per l’accoglienza dei turisti”.
Il costo totale dell’intervento ammodernamento ventennale della funivia è stato di 3.5 milioni di euro di cui 478.083 per la sola illuminazione:
“Sono stati necessari cavidotti per 3 chilometri con cavi dalla stazione di valle a quella di monte e lampade a led particolari resistenti a -30 gradi con accensione immediata senza pre-riscaldamento – afferma Bolino – E’ stato necessario inoltre uno studio ambientale dell’università dell’Aquila condotto dal professor Maurizio Biondi per il disturbo alla fauna”.
I lavori sono stati eseguiti dalla società Agudio, oggi assorbita dalla Leitner.



