PESCARA – “Io le dimissioni non ho avuto nessuna remora a darle però è evidente che se si fa in una sede in cui a discutere sono alcuni esponenti di un partito, senza il segretario, quel partito è geneticamente modificato: a questa Forza Italia non aderirò”.
Lo ha detto il ministro delle Riforme costituzionali, Gaetano Quagliariello, parlando dell’attuale situazione politica.
“Se ci sarà solo una riedizione di Lotta Continua del centrodestra ne prenderò atto e mi dedicherò, magari, a creare il Napoli Club del Salario”, ha aggiunto sarcasticamente.
“Non so se c’è una scissione: so che il centrodestra non è quello che si è espresso ieri”. Così, a margine del Festival del Diritto di Piacenza, Quagliariello, ha replicato a chi gli chiedeva se fosse possibile una frammentazione del Pdl.
Riferendosi alle decisioni prese ieri ad Arcore, ossia alla richiesta di dimissioni dei ministri del centrodestra, Quagliariello ha poi aggiunto che “non è quella la storia del centrodestra maggioritaria, non è quella la storia dei moderati in Italia”.
Considerato che sulla legge elettorale pende il vaglio della Corte Costituzionale “eventuali elezioni anticipate” saranno possibili “dopo il giudizio della Corte”.
E, quindi, “serve assolutamente un governo anche per fare elezioni anticipate”, ha sottolineato Quagliariello, senatore eletto in Abruzzo prima di essere chiamato nell’esecutivo.
“Quello che mi preoccupa – ha concluso – è che questo governo sarà sicuramente peggio per il centrodestra, per il Paese e anche per Berlusconi”.
“Normale. Normale che se si vuole eliminare un avversario politico in questo modo, dopo un accanimento di 20 anni, con questa sinistra, si voglia tornare a votare”.
Non ha dubbi il senatore Antonio Razzi, eletto in Abruzzo tra le fila del Pdl, sulla decisione di staccare la spina al governo.
“E allora andiamo a votare, che stavolta vinciamo alla grande: gli italiani non sono così stupidi, anzi sono intelligentissimi – insiste Razzi – e faranno vedere che non condividono quello che sta succedendo al povero Berlusconi”.
“Imu e Iva c’entrano, anche loro: c’era un patto politico e non è stato rispettato. Insomma, nessuna paura delle elezioni”, chiude l’ex deputato dipietrista poi passato con il centrodestra.





