PESCARA – “Non commento Marco Rizzo, caricatura di ‘comunista’ horror che piace ai salotti che frequenta e gli garantiscono visibilità in tv. Uno che ha sostenuto il governo che bombardava la Serbia e si congratulava con Prodi per ingresso nell’euro, poi è diventato no Nato no Euro per fessi che abboccano. La tesi del tradimento di Gorbaciov l’ha già smontata Giulietto Chiesa che certo non era filoamericano”.
A scriverlo è Maurizio Acerbo, segretario di Rifondazione Comunista e candidato in Abruzzo con Unione Popolare con de Magistris, in merito al post di Marco Rizzo, segretario del partito Comunista, che sui social ha commentato la scomparsa del leader russo Mikhail Gorbaciov dicendo: “Era dal 26 dicembre 1991 che avevo aspettato di stappare la migliore bottiglia che avevo”.
Una polemica che non nasconde antiche rivalità politiche sfociate in innumerevoli scissioni, tanto che: “Anche se i più giovani non lo sanno durante i bombardamenti della Serbia nei cortei antimperialisti per la pace si gridava ‘Rizzo pelato servo della Nato'”, ironizza il segretario di Rifondazione Comunista.
In un altro tweet Acerbo segnala che Rizzo non può certo dare lezioni a Gorbaciov: “Gorbaciov si schierò contro bombardamento Nato della Serbia mentre Marco Rizzo, allora coordinatore segreteria del Pdci, rassicurava che non avrebbero fatto cadere il governo D’Alema. Fu premiato con poltrona al parlamento europeo dove si congratulò con Prodi per l’ingresso nell’euro”.





