ABRUZZO. I due riconoscimenti negativi vanno al Comune di Vasto per aver autorizzato il progetto di un megavillaggio a pochi passi dal mare, e al Comune di Francavilla al Mare per il nuovo porto turistico, ex bandiera blu.
IL PORTO DI FRANCAVILLA – LA REGIONE DEI PORTI (E DEI SOLDI BUTTATI A MARE)
La Goletta Verde di Legambiente è approdata in Abruzzo, settima tappa della campagna che attraversa i mari italiani con la storica imbarcazione ambientalista, per monitorare le acque di balneazione informando in tempo reale gli italiani sulla salute dei loro litorali La Goletta Verde di Legambiente consegna la bandiera nera ai “nuovi pirati”, nemici di mare e coste.
La maglia nera tocca ai comuni abruzzesi di Vasto e Francavilla al Mare, per aver rispettivamente autorizzato il megavillaggio di Vasto Marina, e il nuovo porto turistico di Francavilla al Mare.
Due azioni che rischiano di compromettere gravemente il territorio e la fragilità della costa della regione.
In particolare, l’autorizzazione data dal consiglio comunale di Vasto al progetto del nuovo villaggio turistico in località San Tommaso, permette la realizzazione di 120 appartamenti a poche decine di metri dal mare, in una zona adiacente a un’area Sic, Sito di interesse Comunitario della riviera. Proprio la tutela del paesaggio costiero era stato, in un recente passato, lo slogan della protesta contro un impianto eolico, che sarebbe sorto a circa dieci chilometri a mare dal comune abruzzese. «Il tema, però», sostiene Legambiente, «è stato rapidamente dimenticato dall’amministrazione, che ha approvato il residence sulla costa, guardando a un tipo di turismo incapace di futuro e di sostenibilità ambientale».
Il nuovo progetto alimenta secondo l’associazione ambientalista «un interesse speculativo che – a Vasto, come in altre aree della regione – è in larga parte fuori controllo. A tutto questo si aggiunge il fatto che il comune di Vasto non è dotato di un piano spiaggia e che lo stesso non ha provveduto, come richiesto dalla regione Abruzzo, alla redazione del piano di gestione del sito comunitario».
FRANCAVILLA E IL NUOVO PORTO, ALTRA MAGLIA NERA
Il secondo riconoscimento di demerito punisce, invece, il comune di Francavilla al Mare, per il nuovo porto che sorgerà alla foce del fiume Alento, a una distanza inferiore a sei chilometri dal porto di Pescara, e di poco più di dodici da quello di Ortona. «Un’opera non necessaria per il territorio», sostiene Legambiente, «né per lo sviluppo turistico dell’area».
Centosessanta posti barche, di dimensioni medie e piccole, con una lunghezza non superiore agli undici metri, spazi per la zona dei servizi, un’area destinata alle attività nautiche nella zona prospiciente l’arenile, e zone di sosta sia pubbliche che private.
Questo, in breve, quanto previsto dal progetto. Ma il maggior timore rimane quello che le azioni previste in questa prima fase «servano da base di partenza, per giustificare una cementificazione senza controllo, poco distante dalla foce del fiume Alento».
«A preoccupare – ha spiegato Antonio Sangiuliano, presidente del Circolo Legambiente di Francavilla Al Mare – è anche il possibile incremento del fenomeno erosivo già in corso, che potrebbe accrescersi proprio nel raggio di tre chilometri a sud del nuovo porto, oltre alle possibili ripercussioni, anche se minori, nelle spiagge a nord. Un simile danno alla spiaggia che dall’Alento arriva alla Sirena, verrebbe così addirittura giustificato – conclude Sangiuliano – dal sogno del rilancio turistico. È ovvio che una simile posizione non convince».
La bandiera nera denuncia così anche in Abruzzo, ideologicamente, altri due casi di saccheggio e oltraggio a mare e litorali, smascherando questi nuovi “pirati del mare” – conclude Zampetti portavoce di Goletta Verde – per rivendicare il rispetto del territorio e ribadire l’importanza di uno sviluppo alternativo che crei un connubio tra tutela ambientale e sviluppo turistico e economico”.
PREOCCUPANO ANCHE I RILIEVI DELL’ACQUA
Dei quindici prelievi effettuati lungo le spiagge, dieci sono risultati «non inquinati», due «leggermente inquinati», mentre i restanti tre presentano un livello di inquinamento «più grave».
Da tenere sotto controllo soprattutto la spiaggia libera antistante via Liguria, nella cittadina di Pineto, dove i controlli hanno fatto emergere «una situazione allarmante», «con parametri che superano di anche 40 volte i limiti di legge, come nel caso dei coliformi fecali».
Male anche le foci dei fiumi Feltrino e Sangro, risultate entrambe «gravemente inquinate, con parametri di anche 120 volte oltre i limiti previsti». «Una triste conferma», ha commentato Angelo Di Matteo, segretario di Legambiente Abruzzo. «Un dato che è ormai una costante dei corsi d’acqua, che scaricano in mare carichi inquinanti raccolti lungo il loro percorso, anche dai paesi dell’entroterra. Per questo sui fiumi è necessario intraprendere una politica di salvaguardia e tutela che non si limiti alle sole foci. Sono purtroppo ancora pochi gli interventi di depurazione – conclude Di Matteo – e di certo quelli ad oggi realizzati non mostrano una piena efficacia».
Questa l’istantanea scattata dal laboratorio mobile che percorre lo stivale da nord a sud.
«Nonostante più del 66% dei campioni esaminati sia risultato non inquinato, è necessario prestare un’attenzione particolare alla costa abruzzese – ha dichiarato Giorgio Zampetti – non solo per tutelare le zone ancora incontaminate, ma soprattutto per risolvere le criticità dei tre prelievi risultati inquinati e gravemente inquinati. In particolare riteniamo importante portare l’attenzione sui dati emersi a Pineto, dove il livello di inquinamento riscontrato è molto elevato».
«Anche se la nostra si limita ad essere un’istantanea», hanno ricordato gli organizzatori, «e non può in alcun modo sostituirsi ai controlli ufficiali sulla balneazione, invitiamo le amministrazioni e gli enti preposti a un costruttivo confronto, per comprendere le cause di questo dato e risolverne la problematicità».
Fonte: PrimaDaNoi








