L’AQUILA – “Non è una stagione felice per il mondo giovanile, assolutamente no. Però io dico sempre che bisogna interrogare il mondo degli adulti, perché quando la modalità della devianza è così imponente, c’è qualcosa che non ha funzionato nei processi educativi”.
Così il presidente del tribunale per i minorenni dell’Aquila, Cecilia Angrisano, a margine a margine della cerimonia della riapertura dell’istituto di pena nel capoluogo regionale nella ristrutturata sede di via Giuseppe mezzanotte all’Aquila.
“E siamo noi adulti a impostare il mondo in cui questi ragazzi vivono e agiscono. Perfettamente. E abbiamo difficoltà forse a comprenderli e a comprendere anche il disagio, che è l’altra fascia, il dolore, l’altra fascia della violenza dei ragazzi”.
Per quanto riguarda l’Ipm, ha detto Angrisano, “il senso della importante riapertura, per noi, è dare la possibilità per i nostri ragazzi e ragazze abruzzesi di poter, laddove condannati o anche sottoposti a misura cautelare, il che è traumatico per un ragazzo speciale di una esperienza, di godere della vicinanza e degli effetti familiari e di poter avviare un trattamento sul territorio dove poi, a fine pena, sono destinati a vivere e a tornare”.
Prosegue Angrisano: “la nostra speranza è che in carcere non ne dobbiamo vedere sempre di più e che quelli che transitano per il carcere possano uscire con un’esperienza di vita e, è stato detto anche dai politici, la speranza è che noi non vogliamo che i luoghi di detenzione dei ragazzi siano luoghi di sofferenza – ha spiegato il magistrato -. Devono essere luoghi in cui la speranza si coltiva e la possibilità di migliorare si coltiva”.
“È quindi la speranza di rieducare in un ambiente idoneo il significato di questa riapertura, perché in effetti è una riapertura. Dopo il terremoto del 2009 fu data una destinazione diversa a tutta l’area, perché questa è un’area che comprende più palazzine. All’epoca si ritenne una priorità quella dell’Università, perché era un momento di grande difficoltà per l’Aquila in generale. L’Università è sempre stata un traino per la città dell’Aquila”





