PESCARA – “Alcuni magistrati, dopo inchieste rilevanti con grande ritorno mediatico, dopo pochi giorni o mesi, sono diventati personaggi politici: temo che questo sia un corto circuito che non fa bene alla nostra democrazia, alle istituzioni e non fa bene soprattutto alla Magistratura”.

Lo ha detto a Pescara il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, a margine di un workshop organizzato dalla conferenza delle assemblee legislative regionali dell’Unione europea.

“Essere indagato – ha proseguito il ministro – commentando l’inchiesta di Repubblica che parla di 84 parlamentari con pendenti giudiziari, non vuol dire essere condannato, è un tema che deve essere tenuto nella debita considerazione perchè purtroppo ci sono stati in passato molti indagati che sono stati spazzati via dal punto di vista politico e che poi abbiamo verificato non avessero delle ragioni reali per poter essere indagati perchè sono stati assolti”.

“Garantismo – ha sottolineato il ministro – per quanto ci riguarda non vuol dire una difesa dalla magistratura a prescindere, vuol dire che il codice di procedura penale e il sistema giudiziario italiano prevedono tre passaggi che sono il primo grado, l’appello e la cassazione, è inimmaginabile che ci possa essere la fase delle indagini preliminari sulla base di una valutazione di un pubblico ministero e che ci sia un giudizio definitivo che sancisca l’annullamento della persona alla quale viene rivolta l’indagine”.

“Non mi sembra – ha concluso Fitto – che questa sia una logica di polemica e di contrasto, è solamente un rispetto di quanto previsto, in tal senso, dalla normativa del nostro Paese”.