L’AQUILA – Sarà nominata al più entro la fine della prossima settimana la nuova Giunta comunale dell’Aquila del sindaco Pierluigi Biondi.
Lo conferma ad AbruzzoWeb lo stesso primo cittadino, intercettato al termine di una frenetica, prima giornata di consultazioni, rimarcando la necessità di “tempi più brevi alle tradizionali ritualità della contrattazione politica, perché L’Aquila ci ha fatto un’importante apertura di credito e vuole un cambio di passo anche su questo”.
Gli assetti sembrano grossomodo quasi trovati, ma come succede in questi casi si sta strettini al tavolo e da sistemare c’è la questione dello strapotere di Forza Italia, che per gli alleati non può rivendicare al contempo il rango di vice sindaco, che dovrebbe andare a Guido Liris, e la presidenza del Consiglio, appannaggio di Roberto Tinari o Vito Colonna, e in più altri due assessorati.
A fare la voce grossa, su questo punto, parlando con AbruzzoWeb è però il coordinatore regionale degli azzurri, Nazario Pagano, che oggi ha incontrato per primo Biondi nel municipio di palazzo Fibbioni assieme al segretario comunale, Stefano Morelli.
“Parliamoci chiaro, Forza Italia ha avuto un effetto trainante sulla vittoria delle elezioni all’Aquila: con il passo indietro di Liris alla candidatura a sindaco, con il 10% dei voti che ne fa il primo partito, con l’intervista di Silvio Berlusconi che ha smosso il voto di opinione – rivendica Pagano – Questo è evidente a tutti tranne a chi non vuole vedere. I media hanno scritto che L’Aquila e Avezzano sono andate a Berlusconi, non alla Meloni”.
Alla luce di questo, per Pagano “i ruoli istituzionali sono due, sindaco e presidente del Consiglio. Il vice sindaco non è un ruolo in più, è comunque un componente di Giunta e non si può paragonare alla presidenza dell’aula”, sostiene. Come dire: lo scranno più alto del Consiglio affidato a un forzista dev’essere il presupposto.
Il primo cittadino, dal canto suo, non si sbilancia sullo scioglimento di questa vicenda che, assicura comunque, “non è una bega, si risolverà trovando una sintesi. D’altronde – sostiene Biondi – tutti si sono presentati con grandissima buona volontà”.
Spettatori molto interessati della vicenda sono i salviniani, oggi ricevuti con il coordinatore provinciale Emanuele Imprudente e il componente della segreteria regionale Luigi D’Eramo, peraltro entrambi neo consiglieri e potenziali assessori, il secondo più del primo.
Se Fi avrà tre assessori e il presidente, Ncs ne chiederà altrettanti, ossia poco meno, perché alla luce del 6,7% “non siamo Forza Italia, ma non siamo neanche Fratelli d’Italia”, giunto terzo, che per di più è il partito che esprime già il sindaco.
Dal canto loro, come conferma il coordinatore regionale Etel Sigismondi, i meloniani si “accontenterebbero” di una doppia presenza in Giunta, con Alessandro Piccinini e una tra Carla Mannetti o Ersilia Lancia.
Ma sommando queste pretese dei tre partiti maggiori si arriva già a 8 componenti, ossia al tetto massimo, senza che neanche entrino nella partita l’Unione di centro, che invece con il 2% rivendica un posto all’eletto Raffaele Daniele o all’esterno Luciano Bontempo, e le civiche Benvenuto presente, L’Aquila futura e Rivoluzione cristiana, le tre liste che hanno sostenuto la corsa vincente alla fascia tricolore e che verranno ricevute domani.
E sì che almeno la prima, la lista “del sindaco”, un posto in Giunta punta ad averlo: dato che il più votato Daniele D’Angelo si è chiamato fuori pubblicamente, magari proprio con il “baby” Leonardo Scimia, che tra l’altro è entrato in quella lista in quota Forza Italia, ed è vicino al deputato Fabrizio Di Stefano: chissà che questa doppia etichetta non possa servire a farlo diventare assessore “in comproprietà” e costituire la molla decisiva per trovare la quadra e placare gli animi di tutti.





