GIULIANOVA – “Se qualcuno avesse mantenuto gli impegni firmati, il Giulianova si sarebbe iscritto regolarmente al campionato di Seconda Divisione”.

Con queste parole rilasciate ad AbruzzoWeb, il presidente della società giallorossa, Dario D’Agostino, punta il dito contro “persone che avevano promesso aiuti economici e che, poi, invece, si sono fatti da parte”, causando l’ormai prossima cancellazione.

Il patron giallorosso, nonostante domande pressanti, non ha voluto fare nomi ma ha garantito che li farà in un prossimo comunicato stampa che pubblicherà per togliersi altri sassolini dalle scarpe.

D’Agostino è rimasto solo ma giura: “Ho fatto il possibile, di più non si poteva fare. Ho avuto contatti con alcuni imprenditori ma tutti si sono tirati indietro. La trattativa con Mattucci? È fallita per problemi logistici – spiega ancora D’Agostino a questo giornale – anche perché con lo stadio ‘Fadini’ inagibile, il Giulianova avrebbe dovuto giocare tutte le partite in trasferta e questo a lui non andava bene”.

Ma chi è il massimo responsabile della mancata iscrizione della squadra ai campionati professionistici? D’Agostino rimanda tutto alla sua nota, ma anticipa: “Anche il Comune perché non è stato fatto il possibile per rendere agibile lo stadio con lavori adeguati”. E poi? “Adesso non mi va di parlarne, dirò tutto nel comunicato”.

Per il futuro, il titolo del Giulianova Calcio non fallirà né tantomeno sarà venduto. Tecnicamente dovrebbe ripartire dalla Promozione ma potrebbe fare domanda d’iscrizione al campionato regionale di Eccellenza.

L’altra squadra della città, la Città di Giulianova 1924, sorta dalla fusione con il Cologna Paese, non ha niente a che fare con il vecchio Giulianova pur indossando i colori giallorossi e giocando, con ogni probabilità, al Fadini proprio l’Eccellenza. Il rischio ora è che possano esserci due squadre con nome simile, stessi colori e stesso stadio nello stesso campionato: un rischio da scongiurare.

Resta da valutare adesso cosa fare del ‘vecchio’ Giulianova e, soprattutto, con quali uomini ripartire.

“Adesso voglio dedicarmi alla mia azienda (produce pasta all’uovo, ndr) – conclude D’Agostino – perché l’ho trascurata negli ultimi tempi. L’amarezza è ancora tanta ma voglio stare tranquillo: la tifoseria ha capito che da solo non potevo andare avanti. Mai avrei immaginato una fine del genere, ma qualcuno non ha rispettato i patti”.

Chi? Per fare chiarezza, bisgonerà attendere le prossime righe di D’Agostino che dirà tutta la verità nel secondo comunicato atteso a giorni.