L’AQUILA – “Dobbiamo subito ragionare se e come L’Aquila, a 70 minuti da piazza San Pietro in auto, con il primo vero Giubileo della storia voluto da San Pietro Celestino, con il primo, piccolo e raccolto, Santuario di San Giovanni Paolo II, con i suoi richiami turistici e un processo della ricostruzione che sta restituendo edifici splendidi, potrà comunque giocare un ruolo in questa grande Festa”.
Così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, commenta sulla propria bacheca Facebook l’annuncio di Papa Francesco che ha indetto un anno giubilare straordinario dedicato alla misericordia.
Inevitabile il collegamento con la Perdonanza Celestiniana, primo giubileo della cristianità nato nel capoluogo abruzzese e atteso a un’edizione, la numero 716, che, da un lato, presenta legami di interesse laico con l’Expo di Milano, dall’altro si annuncia come ormai solito con un budget molto risicato e con idee da trovare accanto a una traccia già fissata, come raccontato a questo giornale dal vice presidente del Comitato organizzatore.
“Sin dalla prossima settimana converrà cominciare a sedersi intorno a un tavolo”, dice agli altri ma anche a se stesso Cialente, giustamente lesto a cogliere la palla al balzo.
D’altronde è impossibile non pensare a un legame. E se “Roma è già pronta”, come dice il sindaco capitolino, Ignazio Marino, anche L’Aquila dovrà esserlo per andare “‘nnanzi”, come ha detto lo stesso pontefice in dialetto aquilano in un’udienza ormai passata alla storia.





