L’AQUILA – Comitati locali di varia natura e uno di carattere regionale che si costituirà con la convocazione, già la prossima settimana, degli stati generali abruzzesi del Giubileo.
Così l’Abruzzo si prepara all’anno giubilare proclamato da Papa Francesco.
“Dal punto di vista organizzativo siamo in ritardo – ammette ad AbruzzoWeb il consigliere regionale del Partito democratico Camillo D’Alessandro, delegato all’evento – ma solo dieci giorni fa a Roma il Vaticano e il ministero del Turismo hanno fatto il primo punto in vista dell’Anno Santo”.
“Nessun territorio è escluso”, garantisce D’Alessandro, a proposito della marginalità che sembrano avere L’Aquila e i luoghi di Celestino dall’attenzione regionale, visto che il comitato abruzzese, che lui ha battezzato, è stato presentato nella sede della Regione a Pescara.
“L’azione si dipana su due livelli, quello locale e quello regionale – spiega – Il comitato ‘Culto e cultura’ non è regionale, è nato dalla volontà di alcune associazioni. Noi presenziamo, ma la Regione fa un altro mestiere, quello di ricondurre a unità le varie iniziative”.
“Saluto con favore la nascita di comitati locali che si prendono cura dell’organizzazione degli eventi”, aggiunge poi.
Quello del capoluogo, presentato ieri, è senza fondi e senza eventi definiti. Per ora ci sono solo gli impegni reciproci della Fondazione Carispaq e della Regione: ciascuno è pronto a garantire finanziamenti se l’altro compartecipa.
Ma la Regione, annuncia D’Alessandro, non ha fondi propri e difficilmente può sperare in risorse statali. Forse anche per questo il consigliere, annunciato, al vernissage non c’era.
“Nessuna Regione in Italia, forse a esclusione del Lazio, ha fondi trasferiti da parte dello Stato, per cui nei prossimi giorni voglio convocare una sorta di stati generali regionali del Giubileo per condividere cosa vogliamo fare, quindi preparare un progetto – annuncia – Una parte di questo sarà caratterizzato dalla mobilità, quindi dai collegamenti con Roma, una parte fondamentale la svolgerà la nuova società Tua, ma anche altri vettori come Trenitalia”.
“Dall’altro lato serve un progetto più di attrazione turistica che deve essere legato alla fede e non è di carattere propriamente commerciale”, ribadisce poi.
“Solo una volta definiti questi aspetti – puntualizza D’Alessandro – budgettizziamo e vediamo quante risorse possiamo metterci e quanto possiamo aspettarci da fonti extraregionali”.
“Il compito della Regione – spiega – sarà comporre l’unità delle varie anime provinciali per evitare il facile rischio incombente di una dispersione dell’offerta rispetto all’unico obiettivo che è quello di presentarsi con una piattaforma unica regionale dove ci siano dentro tutti, e di candidarci a intercettare il flusso di pellegrini che arriveranno a Roma”.



