AVEZZANO – Sei giovani marsicani, tra i 14 e i 15 anni, tutti studenti di scuola media e residenti nelle zona di Scurcola Marsicana e Cappelle, sono accusati di stupro in gruppo, con abusi portati avanti per mesi e mesi nei confronti di una ragazzina di 13 anni.
Secondo quanto si è appreso, durante un corso a scuola con la presenza in aula di un carabinieri, ha rivolto alcune domande insolite al militare, suscitando anche imbarazzo in aula: tra le altre cose, che cosa sarebbe potuto accadere se qualcuno avesse denunciato dopo molto tempo una violenza sessuale, e se i colpevoli rischiassero ancora una condanna.
Il carabiniere ci ha messo poco a capire che qualcosa non andava e che la giovane nascondeva un segreto. Così ha approfondito il discorso e alla fine ha chiesto l’intervento dei servizi sociali.
Alla fine la ragazza ha raccontato tutto quello che era accaduto, spiegando di essere stata sempre contraria ai numerosi incontri sessuali in gruppo.
La procura dei minorenni ha avviato l’indagine, sono scattate perquisizioni ed è stato sequestrato un computer. Secondo la presunta vittima, gli episodi sarebbero avvenuti dall’estate del 2011 fino a quella del 2013. Secondo l’accusa, invece, sarebbero concentrati in sei mesi, tutti nel 2013.
Nel corso delle indagini, il pubblico ministero Antonio Altobelli dell’Aquila ha delegato i carabinieri della compagnia di Tagliacozzo per gli accertamenti. Chiesto, inoltre, l’incidente probatorio per sentire la ragazza e due sue amiche testimoni di alcuni episodi.
Una è stata già sentita dai magistrati, mentre l’altra sarà ascoltata il 23 settembre per il termine dell’accertamento che dovrebbe segnare la conclusione delle indagini, quando il pm verosimilmente chiederà il rinvio a giudizio.
Il collegio difensivo dei giovani coinvolti è composto dagli avvocati Cesidio Di Salvatore, Francesca Basile, Gianfranco Restaino e Massimiliano Zitti.





