TERAMO – Picchiata e aggredita con una trentina di coltellate in casa, lo stesso appartamento in cui si prostituiva, a Marcelli di Numana (Ancona).

È morta così Adriana Mihaela Simion, romena di 26 anni, il cui cadavere è stato trovato ieri notte sotto il letto disfatto dove aveva inutilmente cercato riparo.

A scoprire il corpo, a notte fonda, il fidanzato, un’amica e il fidanzato di questa, tre giovani romeni accorsi nelle Marche da Martinsicuro (Teramo), dove anche lei aveva vissuto fino a un anno fa. Corsi da lei, visto che Adriana non rispondeva più da ore al telefonino.

Un delitto efferato, vista la tipologia delle ferite riscontrate sul corpo della vittima, inferte soprattutto al ventre, allo stomaco e a una spalla.

L’autopsia, che non è ancora conclusa, ha evidenziato almeno 30 coltellate, e tagli sulle mani, probabilmente da difesa.

I fendenti sulla spalla stanno invece a indicare che chi ha infierito sulla giovane ha continuato a farlo anche quando Adriana ha cercato di fuggire o trovare scampo sotto il letto. Non è stato trovato liquido seminale.

Secondo i carabinieri, coordinati dal pm Irene Bilotta, l’omicidio potrebbe essere maturato nel mondo della prostituzione frequentato dalla romena: il raptus di un cliente, una punizione o una vendetta di qualche sfruttatore o rivale.

Nessuna pista però al momento viene esclusa, e i carabinieri del Reparto operativo di Ancona lavorano affiancati dai militari di Numana e Osimo e dagli specialisti del Ris, che hanno condotto un primo sopralluogo nella villetta a due piani di via Fermo 10/b dove la tragedia si è consumata.

Una zona semideserta d’inverno, affollata di turisti d’estate, che in realtà nasconde vari affitti in nero a ‘massaggiatrici’ e prostitute straniere, come Adriana Mihaela, arrivata qui un anno fa.

Lei i clienti li reclutava con annunci sui quotidiani locali e sul web. “Una ragazza gentile, discreta, neanche appariscente anzi minuta, con i capelli biondi raccolti in una coda” racconta il signor Gino, un vetraio con negozio in fondo alla discesa di via Fermo.

“Si spostava sempre in taxi, anche di giorno”. Poi un’allusione al fatto che in questi paesi della costa “d’inverno, soprattutto di sera, si vede di tutto…anche gente strana”, “non ne possiamo più”.

Ieri, quando Adriana Mihaela è stata ammazzata, si pensa almeno 12 ore prima del rinvenimento del cadavere, nessuno ha visto o sentito nulla. L’unico alloggio abitato della strada è una mansarda che ha l’affaccio su via Ischia.

L’area è stata transennata, bidoni della spazzatura compresi, alla ricerca di possibili tracce utili e dell’arma del delitto. Adriana Mihaela indossava slip, calzini e una magliettina corta: era riversa sul pavimento in una pozza di sangue, gli schizzi fino alle pareti.

In casa sembra non mancasse nulla (borsa, portafogli, documenti erano al loro posto), e c’erano anche quattro o cinque telefonini sequestrati insieme a due computer portatili.

L’ultima conversazione della prostituta con l’amica risale alle 14 di ieri pomeriggio, poi Adriana Mihaela non ha più risposto.

L’esame dei tabulati telefonici dirà se ha ricevuto o fatto altre chiamate dopo. Sentiti a lungo dal pm e in caserma ad Ancona il fidanzato e gli altri due amici.