Il Consiglio Regionale oggi ha recepito l’Ordine del giorno a firma delle consigliere Daniela Santroni ( Rifondazione Comunista) e Maria Rosaria La Morgia (L’Unione) in cui si dichiara l’adesione alla giornata mondiale contro la violenza sulle donne proclamata per il 25 novembre 2007.
“Una data importante in cui si riporta con forza e determinazione all’attenzione della politica e della società del nostro Paese un problema che tocca le donne con dati sempre più preoccupanti: – la principale causa di morte delle donne, comprese tra i 14 e i 44 anni, in Europa e nel Mondo è la violenza subita da un uomo; – l’indagine ISTAT, commissionata dal Ministero delle Pari Opportunità e resa pubblica nel 2006, stima in 6 milioni e 734 mila il numero delle donne che in Italia hanno subito violenza fisica e sessuale nella loro vita; – statisticamente il maggior numero di violenze sulle donne si consumano in ambito familiare e che i partner sono i principali responsabili (67,1% dei casi); – oltre il 90% dei casi di violenza non viene mai denunciato.
Nell’Ordine del giorno, inoltre, dal momento che la Regione Abruzzo si è dimostrata sensibile a tale questione approvando nel 2006 la legge che istituisce i centri antiviolenza e le case di accoglienza per le donne maltrattate (L.R. 20 ottobre 2006, n. 31), si impegna la Giunta Regionale a reperire risorse adeguate per rendere fattivo e concreto questo provvedimento legislativo quale valido strumento per rispondere alle necessità delle donne che si trovano esposte alla minaccia di ogni forma di violenza o che l’abbiano subita.
E’ necessario l’impegno della Regione Abruzzo a promuovere campagne pubbliche contro la violenza sulle donne attivando una rete con le Province e i Comuni, e con le associazioni impegnate contro la violenza sulle donne, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica in modo permanente, e non solo in occasione di eventi tragici e a rifiutare ogni forma di intervento di tipo emergenziale, perché la violenza sulle donne non è una questione di ordine pubblico, ma è una questione sociale e culturale, che non conosce differenze di classe, etnia, cultura, religione, appartenenza politica”.
Fonte: ACRA






