LANCIANO – In occasione della Giornata internazionale della disabilità, AbruzzoWeb intervista Luca Pizzi, 37 anni, campione del mondo di paraciclismo nella specialità tandem, insieme al fratello Ivano, 33, ipovedente.

Il destino sportivo di questi due fratelli di Lanciano (Chieti) sembrava scritto sin dall’infanzia, quando insieme a un fratello maggiore uscivano in bici per le campagne frentane.

Ma l’esperienza traumatica del minore Ivano, che dieci anni fa perse totalmente la vista a un occhio e parzialmente all’altro, sembrava dover mettere fine ai loro sogni, ma così non è stato.

La scoperta del tandem, della straordinaria sintonia e sincronia con il fratello Luca e la sorpresa nel realizzare che insieme sono davvero forti, hanno spinto Ivano a concentrarsi completamente su questo sport.

Ora i due vivono a Lanciano, e insieme si stanno allenando per le Paraolimpiadi di Londra 2012 e sono decisamente ottimisti su quello che riusciranno a conquistare: “Considerando i risultati, più fiduciosi di così si muore”.

Come è nata la passione per la bicicletta?

È stato nostro fratello maggiore Domenico a trasmetterci la passione per il ciclismo, è stato il primo a cominciare con questo sport e sia io che mio fratello Ivano lo abbiamo seguito. Ma il vero inizio per me è stato con mio suocero, ipovedente. Con lui facevamo corse a livello agonistico ma non internazionale.

Suo fratello invece quando ha iniziato a correre a livello agonistico?

Mio fratello Ivano circa dieci anni fa ha iniziato ad avere problemi di vista ed è diventato ipovedente. Poi ha deciso di trasferirsi in Thailandia, dove si è sposato. Finché nel 2009, un professionista di Lanciano, Davide Toro Santucci è andato in Thailandia ad allenarsi e insieme a Ivano sono usciti a correre e lì mio fratello ha scoperto la passione vera e ha capito di essere particolarmente dotato e competitivo per questo sport.

È stato allora che avete iniziato con il tandem?

Si, una volta che Ivano è tornato in Italia abbiamo scoperto il paraciclismo, abbiamo unito le nostre passioni e abbiamo iniziato ad allenarci insieme. Abbiamo ordinato un tandem su misura per noi.

Qual è stata la prima competizione nella quale avete gareggiato insieme?

A maggio 2010 a Piacenza. La cosa curiosa è che a questa prima corsa partecipammo senza esserci allenati. Ricordo che la bicicletta arrivò un venerdì e il sabato immediatamente successivo avevamo la gara a circuito a Piacenza, e nonostante questo arrivammo secondi. Tre settimane dopo ai campionati italiani a Treviso, invece, arrivammo primi. È stato allora che abbiamo capito che il paraciclismo era il nostro sport.

Quali sono stati i traguardi più importanti?

Il campionato nazionale del giugno 2010 e il mondiale in Quebec a fine agosto, in cui ci siamo classificati terzi nella prova a cronometro e primi nella prova in linea. Poi a maggio di quest’anno il gradino più alto del podio nella prova a cronometro ai Mondiali di Sidney e a settembre la coppa del mondo a Copenaghen.

Parteciperete alle Paraolimpiadi di Londra 2012. Come procedono gli allenamenti? Pensate di portare a casa un buon risultato?

Al momento non si può parlare di veri e propri allenamenti, più che altro ci stiamo preparando in palestra e in piscina. Da Natale in poi ricominceremo ad uscire con la bici. Abbiamo grandi aspettative, però devo ammettere che a giudicare dai risultati che abbiamo ottenuto sinora, siamo molto fiduciosi. Siamo stati una sorpresa per noi stessi!

Cosa rappresenta lo sport per i disabili?

Io parlo da normodotato che vive in un mondo di disabili. Sono circondato da persone che hanno saputo ritrovare la vita nello sport e recuperare in qualche modo quello che la vita gli ha tolto o che non gli ha mai concesso. Oltretutto questi ragazzi hanno la possibilità di girare moltissimi paesi, di conoscere nuove persone, di ottenere grandi soddisfazioni. È un ambiente straordinario in cui si può imparare moltissimo.