L’AQUILA – “Nonostante il momento difficile, le incertezze sui dazi e gli scenari preoccupanti, il nostro Made in Italy non solo resiste ma cresce insieme ai dati sulle esportazioni, confermando le nostre eccellenze nel mondo. In questo senso, L’Aquila è un’emblema di resilienza considerando che, a cominciare dal dramma del terremoto, il nostro è stato sempre un percorso a ostacoli ma anche grazie alle micro e piccole imprese siamo riusciti a ripartire. Siamo riusciti veramente con orgoglio, efficienza e dinamicità a superare tantissime criticità”.
Così Angelo Taffo, presidente di Confartigianato L’Aquila, alla vigilia della Giornata nazionale della cultura artigiana, che sarà celebrata quest’anno, e per la sua quinta edizione, nel capoluogo regionale, domani, giovedì 19 marzo, all’auditorium del Parco, a partire dalle ore 17, con il convegno “Artigianato anima del Made in Italy”, organizzato da Confartigianato Imprese.
Relatori di eccezione saranno il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il presidente nazionale di Confartigianato, Marco Granelli, assieme al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, al presidente di Fondazione Symbola, Ermete Realacci e al sociologo ed economista Mauro Magatti.
“Sarà una giornata importante, in virtù dell’Aquila Capitale della Cultura, grazie a un evento nazionale di Confartigianato che si sposta sulla nostra città, per parlare dei temi cari agli artigiani, alle piccole e medie imprese, che sono la nostra ossatura”, sottolinea Taffo.
Rispetto a quelle che sono le criticità principali per gli artigiani, spiega Taffo: “Sono sotto gli occhi di tutti, causate prevalentemente da eventi internazionali straordinari fuori dal nostro controllo che stanno causando un aumento pazzesco sulle materie prime, a partire dall’energia, dai carburanti. Aumenti che oggi mettono in difficoltà quelle aziende e trasportatori. Poi ci persistono sempre le ataviche difficoltà che riguardano la politica attiva, a chi governa chiediamo da sempre di essere liberati da vincoli burocratici che a volte rasentano veramente l’assurdo. Un’eccessiva burocrazia si traduce in perdite gravi, si è stimato che ogni persona che abbia un’attività deve perdere almeno due mesi, due mesi e mezzo, in giro per i vari adempimenti burocratici”.
E ancora la pressione fiscale, “un altro peso che arriva su determinate dinamiche, anche se questo governo, anche tramite il ministro Urso, è intervenuto parzialmente su diversi ambiti”.
Insomma, aggiunge, “abbiamo bisogno di misure che diano modo ad ogni piccolo imprenditore di essere competitivo. Il nostro appello è chiaro: lasciateci lavorare, lasciateci fare il nostro mestiere. Cercate di sburocratizzare la macchina pubblica, di migliorare l’accesso al credito, con un’interlocuzione o un aiuto dei nostri confidi, altri elementi di vitale importanza sui nostri sistemi, miglioriamo la competitività a livello fiscale”.
Sulle nuove tecnologie osserva: “Strumenti come l’intelligenza artificiale non sono più un ostacolo per noi, anzi, rappresentano un affiancamento alla produzione, all’attività, e un rilancio verso un mondo tecnologico che all’inizio poteva sembrare quasi un ostacolo, invece apre a nuove prospettive”.
Tornando all’evento di giovedì: “Ricordiamo che festeggiamo anche l’ottantesimo anno di attività della Confartigianato e poi c’è il bicentenario di Collodi, particolarmente amato nel sistema Confartigianato per questa bellissima favola che ha accompagnato la nostra infanzia, Pinocchio, che ci riporta alla metafora che dall’ebanista: da un pezzo di legno, nasce qualcosa che prende vita. E questa metaforaci ricollega al discorso del convegno, all’artigiano che elabora la propria attività con le mani, con spirito di sacrificio e creatività”.






