CHIETI – Il giudice del lavoro del Tribunale di Chieti, Laura Ciarcia, ha “integralmente rigettato” il ricorso presentato da Rete 8 srl contro l’ordinanza dello stesso tribunale teatino che aveva annullato, il 29 luglio 2017, il licenziamento della giornalista Barbara Orsini, condannando la società “alla sua immediata reintegrazione nel posto di lavoro e al risarcimento dei danni subiti”.

Un dispositivo al quale l’emittente locale abruzzese non si era attenuta in attesa del giudizio di opposizione che l’ha vista soccombente, con provvedimento che conferma in toto il “trattamento sanzionatorio applicato nella prima fase del giudizio”.

Barbara Orsini, assistita nell’iter processuale dall’avvocato Leo Brocchi, era stata sospesa dal lavoro a marzo e licenziata a maggio 2017 dopo la delazione di un messaggio whatsapp confidenziale che era stato registrato e portato a conoscenza dei vertici della società, che fa capo all’imprenditore della sanità privata, Luigi Pierangeli, azionista del quotidiano dell’Abruzzo Il Centro. 

Il giudice Ciarcia, motivando la sua sentenza, ha ritenuto, così come avvenuto nella fase preliminare, l’inesistenza del “motivo di recesso per giusta causa” e “l’illegittimità del licenziamento”, nonché “infondato” il ricorso avverso a tale decisione.

Lo sfogo della giornalista contro presunte disparità sul luogo di lavoro era da ritenersi “assolutamente estemporaneo, privo di intenti offensivi o denigratori nei confronti del datore di lavoro ed inidoneo, come tale, a ledere l’immagine o il decoro della società resistente”.