PESCARA – “Il Movimento 5 Stelle è stata l’unica forza politica in Regione Abruzzo a votare contro la risoluzione sulla teoria Gender presentata dal consigliere di Forza Italia Paolo Gatti, condivisa da numerosi consiglieri regionali di maggioranza ed opposizione, anche perché la ‘teoria Gender’ non esiste. E affermare il contrario o è frutto di ignoranza, o di propaganda elettorale”.
Lo torna a precisare Pietro Smargiassi, nuovo capogruppo M5S in Consiglio regionale, aggiustando il tiro e sgombrando il campo ad equivoci rispetto a quanto affermato dal collega Gianluca Ranieri, ex capogruppo, che al termine della V Commissione Sanità che ha dato l’ok alla risoluzione che sta scatenando un polverone politico, ha affermato che la sua contrarietà non riguardava tanto la sostanza, ovvero l’opportunità di insegnare teorie gender a scuola, visto che, ha precisato, “al parlamento M5S sta presentando una legge che va nella stessa direzione”, quanto per l’opportunità di un’azione a livello di normativa regionale e per l’impostazione ideologica della risoluzione, oltre al modo in cui è stata scritta.
Si tratta di una risoluzione che, lo ricordiamo, “impegna stipulare apposite intese con l’ufficio scolastico regionale per tutelare la libertà educativa nelle scuole abruzzesi”, evitando che “vengano poste in essere attività divulgative sulla teoria gender intese come bisogno educativo”.
Impegno che viene dato al presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso.
Smargiassi con più nettezza marca ora le distanze non solo dalla forma ma anche dal contenuto della risoluzione, ovvero la “fantasiosa teoria gender, creata a tavolino dagli estremisti religiosi, ha portato l’omofobia all’interno dei palazzi Istituzionali”.
“In un momento di assoluto declino del centrodestra – precisa il capogruppo – quest’ultimo prova ad accaparrarsi il consenso di qualche estremista poco informato su un argomento così importante, strumentalizzando i diritti civili e l’istruzione dei bambini”.
Stesso giudizio viene dato per i consiglieri co-firmatari di maggioranza e minoranza che, come continua Smargiassi, “forse ignorano totalmente l’argomento, ma hanno contribuito ancora una volta a rendere ridicolo, a nostro avviso, l’Abruzzo agli occhi dell’Italia intera”.
“A nulla servono – continua Smargiassi – le imbarazzati giustificazioni dell’assessore Marinella Sclocco con delega alle pari opportunità, che, seppur si dica indignata, continua inerme a far governare questa regione all’insegna della discriminazione, non indirizzando e istruendo neanche i consiglieri del suo stesso partito”.
“Su questa manipolazione dello studio pubblicato dall’Oms – conclude Smargiassi – si basa tutta la campagna mistificatoria contro l’educazione all’affettività e alla diversità che sta alla base della crescita sana di un individuo. Educare all’affettività e alla diversità degli orientamenti sessuali ha il compito di contrastare fenomeni di discriminazione, di bullismo e di mancato rispetto nei confronti del persona. Per noi del M5S è fondamentale aiutare l’individuo a sviluppare il valore del rispetto nei confronti dei propri simili, perché solo così si potrà edificare una società sana animata da pace e cooperazione tra le persone”.




