LONDRA – La regina Elisabetta II è morta a 96 anni.

Se n’è andata la decana dei monarchi sul trono, popolarissima tra il suo popolo, ammirata per il suo senso del dovere, rispettata per la devozione a una vita di servizio.

Le succede il primogenito Carlo, che sarà noto con il nome di re Carlo III.

“La morte della mia amata madre, sua Maestà la Regina, è un momento del massimo dolore per me e tutti i membri della mia famiglia”, la prima dichiarazione di “Sua Maestà il Re”.

“La regina è morta in maniera serena a Balmoral nel pomeriggio”, ha reso noto Buckingham Palace. Il re e la regina consorte rimarranno a Balmoral stasera e domani si recheranno a Londra.

Con i suoi 70 anni di regno, Elisabetta II, al secolo Elizabeth Alexandra Mary Windsor, entra nella storia come la regnante che più a lungo ha occupato il
prestigioso trono della quinta più antica monarchia al mondo.

La sua longevità la colloca al secondo posto fra i regnanti di tutto il mondo e di tutte le epoche. Il suo operato aveva superato quello del defunto re Giovanni II di Liechtenstein e aveva superato di recente anche il re thailandese Bhumibol Adulyadej, che regnò per 70 anni e 126 giorni. Il record assoluto resta quello del Re Sole: Luigi XIV di Francia regnò infatti per 72 anni e 110 giorni.

Una vita di record quella di Elisabetta, diventata la monarca più longeva nella storia del Regno Unito nel settembre 2015, quando ha superato i 63 anni e 216 giorni sul trono della sua trisavola, la regina Vittoria.

La regina Elisabetta II è stata “la roccia su cui è stata costruita la Gran Bretagna moderna, lo spirito stesso della Gran Bretagna”: ha detto la neo premier
britannica, Liz Truss, che ha parlato all’esterno di Downing Street, poco dopo l’annuncio del decesso, descrivendo la morte della 96enne mornarca un “enorme shock per la nazione e il mondo”.

“Siamo tutti devastati”, ha aggiunto. Truss, che è stato l’ultimo personaggio pubblico a incontrare la regina, martedì scorso, ha aggiunto che per lei è stata
“un’ispirazione personale”; e che la sua devozione al dovere è stata un “esempio per tutti”.

La premier ha anche reso omaggio al suo successore, “Sua Maestà re Carlo III”, invitando il Paese a unirsi per sostenerlo e offrirgli “lealtà e devozione”. E ha terminato la nota con le parole che, ha detto, “la regina avrebbe voluto sentire. Dio salvi il re”.

E il popolo britannico piange la sua regina.

Un’enorme folle in lacrime si è radunata in serata davanti a Buckingham Palace. Con gli ombrelli aperti, sotto una classica pioggia londinese, i sudditi hanno intonato ‘God Save the Queen’ dopo che è stata diffusa la notizia; poi altre migliaia di persone sono arrivate davanti ai cancelli del Palazzo per condividere il momento di lutto per l’intero Regno Unito.

Scatta ora l’operazione ‘London Bridge’ che pianifica in dettaglio come dovranno procedere la famiglia reale, le istituzioni, il corpo diplomatico, le forze armate e persino la Bbc.

Il piano dal nome in codice, risalente agli Anni ’60, è stato svelato nel 2017 dal Guardian.

Elisabetta II è stata la monarca più longeva della storia del Paese e la sua dipartita è stato un tema dibattuto da anni.

A comunicare il decesso al primo ministro britannico il segretario privato di Elisabetta, e subito dopo verranno avvertiti i 15 governi dei Paesi di cui Elisabetta è capo di Stato e degli altri 36 Paesi del Commonwealth (frase in codice “London Bridge is down”).

Un altro canale usato per informare è la Bbc che ha una sua procedura (chiamata Rats) su come comunicare il decesso della sovrana: trasmissioni interrotte e riprese con la frase “This is the Bbc from London”, prima dell’annuncio.

L’operazione “London Bridge” segue quelle già predisposte per Giorgio VI (nome in codice era “Hyde Park Corner”) e per la Regina Madre Elizabeth (“Tay Bridge”, poi usato per lady Diana).

All’annuncio della morte della regina, sui cancelli di Buckingham Palace verrà immediatamente affisso il messaggio a lutto mentre il sito web del Palazzo diventerà una singola pagina nera con lo stesso testo sullo sfondo. Listato a lutto anche il sito del governo e dei vari ministeri, i nuovi contenuti non urgenti non verranno pubblicati, espressamente vietati i retweet se non autorizzati dal responsabile della comunicazione.

Secondo quanto riportato da Politico, le sedute del Parlamento a Londra e di quelli in Scozia, Galles e Irlanda del Nord verranno sospese e aggiornate. Le bandiere di Whitehall verranno ammainate a mezz’asta: l’auspicio è che l’operazione riesca nel giro di dieci minuti ma in passato sono stati sollevati dubbi all’interno dell’amministrazione che ci si riesca.

Entro 24 ore dalla morte della regina verrà convocato l’Accession Council al St James’s Palace per proclamare ufficialmente il suo decesso e l’ascesa al trono del successore. Il premier sarà il primo a fare una dichiarazione pubblica, mentre il ministero della Difesa si occuperà di far risuonare i cannoni a salve nelle varie postazioni in tutto il Regno Unito, da Hyde Park a Londra al castello di Edimburgo in Scozia, a Cardiff in Galles fino al castello di Hillsborough in Irlanda del Nord.

Prima delle esequie, la salma verrà esposta su un catafalco al centro della Westminster Hall per tre giorni, sala aperta al pubblico per 23 ore al giorno con biglietti con un orario predefinito per i ‘vip’. Nel mentre, i vari ministeri saranno alle prese con l’immensa mole di lavoro che l’organizzazione del funerale richiede, dai trasporti sotto stress per il gran numero di sudditi che vorrà assistere, al Foreign Office che dovra’ gestire gli arrivi dall’estero delle personalità.

Il giorno del funerale sarà ‘cordoglio nazionale’ e in tutto il Regno Unito verranno rispettati due minuti di silenzio. La bara verrà quindi trasportata al castello di Windsor dove Elisabetta II verrà sepolta nella King George VI Memorial Chapel accanto al principe Filippo.