PESCARA – “I ritardi dei pagamenti di Garanzia Giovani riguardano solo una piccola parte dei tirocinanti, e che il programma funziona lo dicono i numeri, per esempio i primi 124 contratti a tempo indeterminato sottoscritti”.
Lo racconta ad AbruzzoWeb Marinella Slocco, assessore regionale al Sociale, che non si sottrae dal replicare alle critiche che bersagliano da mesi il programma europeo Garanzia Giovani, finanziato in Abruzzo con 31 milioni di euro dall’Unione europea e rivolto a ragazze e ragazzi tra i 15 e 29 anni che non studiano e non lavorano.
Sotto accusa c’è, in particolare, la misura di gran lunga più gettonata, quella dell’apprendistato professionalizzante, della durata di 6 mesi e che interessa 4 mila persone.
Le critiche più frequenti riguardano i ritardi dei pagamenti dell’assegno da 600 euro mensili, anche di 3 mesi, scarsi controlli nelle aziende e conseguente uso “poco professionalizzante” delle giovani maestranze: l’impressione di molti è che Garanzia Giovani serva più alle aziende per godere di manovalanza a costo zero, piuttosto che ai giovani per trovare lavoro, visto che non c’è nessun obbligo di assunzione al termine del percorso.
A mobilitarsi anche agguerriti comitati di mamme di tirocinanti che hanno provato a scavalcare l’assessore, chiedendo udienza direttamente al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, minacciando in alternativa di occupare la Regione.
Non negando le difficoltà operative di un programma ambizioso e sperimentale, la Sclocco invita però a vedere il bicchiere mezzo pieno, anzi quasi tutto pieno.
“Siamo tra le regioni italiane che hanno meglio gestito un programma europeo complesso e che spenderanno tutti e 31 milioni di euro entro l’anno – rimarca – Un programma che, in Abruzzo, ha coinvolto 28 mila iscritti, a cui daremo risposte. Di cui ben 4 mila sull’apprendistato professionalizzante, la misura più richiesta. A questa si aggiungono la formazione, che partirà a breve, il servizio civile e il microcredito”.
L’apprendistato, assicura poi la Scocco, “sta offrendo grandi opportunità ai giovani alla loro prima esperienza di lavoro. Non solo i termini di occupabilità, ma di occupazione vera e propria”.
“È vero che l’Europa, non noi, ha deciso che non debba esserci obbligo di assunzione dopo il percorso dei 6 mesi. Ma è altrettanto vero – fa notare – che è prevista una defiscalizzazione in caso di assunzione, grazie al bonus occupazionale per il quale in Abruzzo abbiamo destinato 4,1 milioni di euro. E di fatto, dati di settembre, le assunzioni dei primi tirocinanti che hanno concluso l’esperienza sono già 124 i contratti sottoscritti. Di cui 84 a tempo indeterminato, 14 a tempo determinato e 26 con contratto di apprendistato”.
Tenuto conto che buona parte degli apprendistati è ancora in corso, si prevede che le assunzioni con creazione di lavoro vero, grazie a Garanzia Giovani, saranno molte di più. E che lo strumento del bonus funzionerà.
E a chi, anche da questa testata, lancia strali per i ritardi dell’erogazione degli assegni mensili, la Sclocco invita a guardare i numeri e a essere più comprensivi.
“È vero, ci sono state difficoltà che riguardano innanzitutto una piccola parte degli apprendisti, 500 iscritti su 3.500 – ammette – Ritardi dovuti, però, al fatto che le procedure europee ci impongono di controllare tutti i mesi la documentazione inviata dai tirocinanti. Inoltre ci sono i controlli esterni, quelli della Corte dei conti europea, per esempio, che in Regione è stata un mese e ha passato al vaglio dal primo all’ultimo documento”.
Per velocizzare l’iter, aggiunge l’assessore “abbiamo costituito una task foce in Regione di 15 persone che si occupano solo di queste pratiche, e man mano stiamo avvicinandoci all’obiettivo di garantire l’erogazione degli assegni con puntualità per tutti”.
Come a dire, la colpa è della burocrazia, e cominciare ad averci a che fare, e a farsene una ragione, è anch’essa un’esperienza formativa e professionalizzante.
“Ai ragazzi dico con franchezza che purtroppo nel mondo del lavoro i ritardi dei pagamenti sono all’ordine del giorno, i liberi professionisti aspettano molto più di 2 mesi per ricevere i compensi delle loro prestazioni – sottolinea ancora – Questa non vuole essere una giustificazione, ma un invito a comprendere che i tempi della burocrazia non puoi azzerarli con un colpo di bacchetta magica”.
Rispedita al mittente anche l’accusa di voler imporre percorsi di formazione a chi fa l’apprendistato, che non è detto che corrisponda alle esigenze dei ragazzi, che se si rifiutano perdono una mensilità.
“Parliamo di appena 16 ore aggiuntive, pagate da Garanzia Giovani – si accalora la Sclocco – È un opportunità ulteriore che diamo a questi ragazzi per arricchire il loro bagaglio di conoscenze. Non comprendo proprio le lamentele, per fortuna isolate”.
Infine, le accuse sugli scarsi controlli e sulla congruità dei percorsi professionalizzanti. Casi come quello, non di fantasia, dell’apprendista che, preso in carico da un ristorante per imparare il mestiere dell’aiuto cuoco o del cameriere, viene messo 6 mesi a pelare patate e a lavare i bagni. Usato, insomma, come manovalanza tappa buchi a costo zero, con buona pace del percorso professionalizzante pagato dai contribuenti.
“Invito i tirocinanti a denunciare immediatamente casi del genere. Ricordo che l’apprendistato deve rispettare un contratto in cui è spiegato passo passo il percorso di formazione in campo, con orari e mansioni ben precise – conclude la Sclocco – Inoltre, a fianco dell’apprendista deve esserci sempre un tutor. Il tirocinante è un lavoratore come un altro, con diritti e doveri e l’imprenditore è soggetto a tutti i controlli del caso. Anche da parte dell’ispettorato del Lavoro”.




