L’AQUILA – Ricomincia l’odissea per le tre famiglie residenti nelle case popolari via dei Verzieri, che si sono viste recapitare un nuovo ultimatum dalla Struttura di gestione dell’emergenza (Sge) con il quale gli viene intimato di lasciare entro pochissimi giorni il progetto C.a.s.e. di Cese di Preturo, dove sono attualmente ospitate, e di rientrare nelle proprie abitazioni. Per la giornata di lunedì alcuni degli inquilini hanno annunciato proteste clamorose proprio in via Verzieri.
Il problema è che gli alloggi di via dei Verzieri, di proprietà dell’Ater, sono stati oggetto di un’ordinanza di sgombero da parte del sindaco dell’Aquila per “pericolo di crollo senza preavviso”.
Per la Sge, però, il danno non è da attribuire al terremoto ma alla scadente qualità costruttiva del complesso, per cui non si ha diritto all’assistenza alloggiativa.
Ascoltata da AbruzzoWeb, la signora Rita Simone, una delle persone coinvolte nella vicenda, replica: “se la Sge dovesse cacciare dal progetto C.a.s.e. tutti coloro che hanno la propria abitazione inagibile per difetti costruttivi pre-sisma, dentro le palazzine antisismiche realizzate dalla Protezione civile rimarrebbe ben poca gente”.
“Tra l’altro – riferisce ancora la Simone – nelle tre famiglie ci sono casi di invalidità civile che aggravano ancora di più il problema”.
“Le soluzioni alternative che ci sono state proposte – conclude la signora – sono inaccettabili: a una donna, addirittura, è stato detto di andare in una casa che non aveva neanche il bagno con la doccia ed è stata invitata a lavarsi con la ‘bagnarola’”.
Al momento, quindi, queste persone non sanno dove andare (ad alcuni hanno addirittura consigliato di tornare ‘temporaneamente’ in via Verzieri, in attesa di un altro alloggio) e, intanto, la scadenza dello “sfratto”, previsto tra il 21 e il 25 giugno, si avvicina inesorabilmente. (pi. bi.)
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