L’AQUILA – Quattro milioni per la sostituzione delle funi portanti della funivia del Gran Sasso. Con questa finalità è stato predisposto un emendamento, a firma del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, che verrà presentato, dopo il passaggio in I Commissione, in Consiglio comunale in sede di discussione del rendiconto del bilancio dell’ente.
La somma verrà reperita attraverso il ricorso alle disponibilità accertate nella quota di avanzo di amministrazione.
Nei giorni scorsi, con la sentenza numero 155 odierna il TAR Abruzzo – L’Aquila, ha rigettato il ricorso proposto dal Comune dell’Aquila per l’annullamento del provvedimento con cui l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie delle Infrastrutture Stradali e Autostradali ha limitato fino al 30 aprile prossimo l’esercizio della Funivia del Gran Sasso, con prescrizione della sostituzione delle quattro funi portanti.
“Eravamo e siamo convinti dell’incongruenza del provvedimento con cui l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie delle Infrastrutture Stradali e Autostradali ha limitato fino al 30 aprile prossimo l’esercizio della Funivia del Gran Sasso, con prescrizione della sostituzione delle quattro funi portanti – spiega il primo cittadino in una nota – Nonostante la stagione sciistica sia stata contrassegnata da precipitazioni nevose al di sotto della media e degli anni passati, nel corso di questi mesi la funivia e gli operatori del Centro turistico hanno continuato a garantire un servizio importante per turisti e amanti della montagna in piena sicurezza, con periodici e costanti controlli, tutti sempre con esito positivo, sull’impianto”.
“Continuiamo a ritenere, pertanto, che la prescrizione relativa alla sostituzione delle quattro funi portanti, prevista per il 2028, sia una forzatura e confidiamo che nel ricorso al Consiglio di Stato qualcuno si prenda la briga di leggere le carte, le certificazioni le documentazioni prodotte – conclude il primo cittadino – Nel frattempo, però, dobbiamo essere pronti a qualsiasi scenario, compreso quello di dover intervenire per il cambio dei cavi. Occorreranno risorse significative e di immediata liquidità, che con l’emendamento saranno disponibili in caso di necessità”.
Il blocco di esercizio era stato ordinato dal ministero dopo un esposto presentato da un appassionato di montagna e giornalista Gianfranco Cocciolone alla prefettura, pubblicato da Abruzzoweb in esclusiva, che poi ha inviato gli atti al ministero. Ora gli impianti dovranno essere chiusi il 30 aprile per i lavori di cambio delle funi.






