AVEZZANO – Ispettori del ministero del Lavoro delle sedi di Frosinone e Roma sono pronti ad essere inviati nel Fucino per intensificare i controlli contro lo sfruttamento della manodopera nelle campagne. Questo il principale risultato ottenuto dalla interpellanza del deputato abruzzese di Sel, Gianni Melilla, alla quale ha risposto ieri alla Camera il sottosegretario al Lavoro, Teresa Bellanova.

Nella vasta campagna a due passi da Avezzano (L’Aquila) ci sono numerosissimi casi accertati di sfruttamento della manodopera. Due euro e cinquanta l’ora per lavorare la terra con turni massacranti. Vittime, manco a dirlo, principalmente extracomunitari, spesso ricatatti.

“Il bacino del Fucino rappresenta l’unica zona d’Abruzzo dove si pratica agricoltura intensiva” ha commentato l’esponente di governo, ricordando le diverse operazioni delle forze dell’ordine che negli ultimi anni hanno portato a numerosi arresti, anche di soggetti legati alla criminalità organizzata campana.

Secondo i dati forniti, l’attività di vigilanza portata avanti dal 2014 ad oggi dagli uffici periferici del ministero del Lavoro, congiuntamente ad Inps, carabinieri e Finanza, sono stati accertati 30 lavoratori in nero, 4 senza permesso di soggiorno, 90 irregolari, 140 rapporti di lavoro fittizi, 200 violazioni della norma sulla sicurezza sul lavoro.