FRANCAVILLA AL MARE – Gabriele d’Annunzio e la critica francese è il titolo del libro di Franco de Merolis, Edizioni Menabò
che verrà presentato a Francavilla al Mare (Chieti), domani, sabato 23 marzo, alle 18, al Museo Michetti.
Alla presentazione interverranno: Corrado Bologna, docente della Scuola Normale Superiore di Pisa, Umberto Russo, docente dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara e Gaetano Basti, l’editore.
L’autore attraverso un’attenta rilettura dei documenti critici dell’epoca ci presenta e fa conoscere con dovizia di riferimenti gli aspetti più significativi di quella importante fase della vita e dell’opera dannunziana in Francia, tra la fine dell’800 e il primo ‘900, facendo emergere quanto sia stata ricca ed articolata la risposta della cultura francese contemporanea alla presenza e all’opera di d’Annunzio.
“Le attente ricerche di de Merolis ci restituiscono un panorama variegato (più a tinte brillanti che opache) delle risposte date dai letterati francesi alle opere che egli man mano produceva, nonché alle sue performances – scrive Umberto Russo nella prefazione – spesso sorprendenti, o almeno inusuali che conferivano un alone di eccezionalità alla sua vita. E d’Annunzio corrispondeva all’interesse che lo circondava con altrettanta spontaneità, allacciando amicizie, frequentando ambienti di cultura, prendendo parte sincera alle vicende di quella Francia che aveva eletta a sua seconda patria”.
Man mano che giungono in Francia le opere di d’Annunzio, infatti, le prevenzioni che si addensavano sul poeta abruzzese iniziano a diradarsi e inizia per lui un cursus honorum di prestigio. Il soggiorno francese di d’Annunzio (1910-1915) avviene in un periodo culturale e artistico intenso, ricco di valori innovativi.
Gli interventi critici di Theodore de Wizewa ed Eugène de Vogué gli aprono i convegni e i salotti prestigiosi della capitale e la sua personalità conquista i “maitres à penser” dell’epoca quali Anatole France, André Gide, André Suarès, Henri de Régnier, oppure il musicista Claude Debussy, che esprimono lodevoli giudizi sul poeta-soldato.
Risulta così esemplare la rappresentazione della Fiaccola sotto il Moggio alla storica “Comédie Française” nel dicembre del 1927.



