FRANCAVILLA AL MARE – Il sindaco di Francavilla al Mare (Chieti), Antonio Luciani, ha firmato il documento con cui viene inserito nell’atto di nascita di una bambina, che attualmente ha due anni e mezzo, il nome di entrambe le mamme. Ad annunciarlo è lo stesso primo cittadino sul suo profilo Facebook.
“Siamo i primi in Abruzzo, ma confido che non saremo soli. In uno dei momenti che reputo tra i più bassi della nostra Repubblica, in un momento in cui un ministro afferma che le Famiglie Arcobaleno non esistono e la politica si dimostra sempre meno accogliente nei confronti delle diversità – scrive Luciani – non solo credo che le famiglie Arcobaleno esistano, ma che siano parte integrante della nostra comunità, e che abbiano gli occhi innamorati di Angela, di Monica, di Elena e di tutte quelle famiglie che vivono sotto un comune denominatore: quel bene universale che si chiama Amore”.
Il Circolo cittadino del Pd “accoglie con gioia e ammirazione la decisione dell’amministrazione del sindaco Luciani di riconoscere la genitorialità per due mamme che si amano”, scrive Mirko Di Muzio, segretario reggente del Circolo.
“È un giorno importante, in cui viene riconosciuto un diritto civile oltre che morale nel rispetto della libertà di tutti. Auspichiamo – prosegue Di Muzio – che quanto fatto dal sindaco di Francavilla al Mare sia esempio di coraggio per altre amministrazioni di un centrosinistra che si pone sempre dalla parte di chi chiede tutela per i propri diritti. Speriamo che anche a livello nazionale, dato l’aumento della soglia di attenzione sui temi sociali da parte della popolazione, la discussione assuma i toni giusti e garantisca un passo in avanti sia culturale che sociale”.
“La prima volta che sono stata la mamma di Elena era il 14 febbraio 2015 – scirve su Facebook Angela Cocco -. Avevamo appena scritto ad una clinica Belga, e non sapevamo quando ma sapevamo che avevamo buone possibilità di diventare genitori. La seconda volta che sono stata la madre di Elena era l’8 giugno 2015. Mentre aprivamo un test di gravidanza ci ripetevamo che poteva anche andare male la prima, invece tu e la tua fretta eravate già lì. La terza volta che sono stata la madre di Elena era il 25 gennaio 2016, e dopo settimane di paura finalmente nascevi davvero, e io tagliavo un cordone spesso e pulsante, forte come te”.
“Poi sono stata la madre di Elena – continua – quando mi ha cercata, chiamata Mamma, forse di più quando mi ha scacciata. Potrei dire che non esserlo legalmente non mi è stato mai fatto pesare dall’asilo, dalla famiglia, dagli amici, dai colleghi. Ma i diritti non sono fatti per quando va tutto bene, e l’unica scocciatura (permettetemi ingiusta) è una delega per vaccinarla.
Sono fatti per quando serve un ospedale, se le cose tra i genitori vanno male, se uno dei due non c’è per qualsiasi ragione. E poi c’è forse la cosa più importante. Nessuno deve poter dire ad Elena che non è vero che io sono la sua mamma, perché la forma ha un valore, e perché io la legge l’ho sempre rispettata ed è giusto che rispetti mia figlia, perché la legge sono le regole del gioco, e senza regole, non si gioca”.
“E non è una questione di opinione. Nessuno fa i figli chiedendo opinioni – aggiunge -, allo stesso modo facciamo noi, e lottiamo perché i diritti dei nostri figli siano quelli di tutti. Grazie al sindaco Antonio Luciani che ha scritto il mio nome sull’atto di nascita di Elena, a Paola Maria Serena Toro, Francesca Buttari e tutta l’amministrazione, perché avete ridato dignità non solo ad una città ma ai suoi cittadini. Dovete esserne orgogliosi. Grazie a Michele Giarratano e al gruppo legale di Famiglie Arcobaleno per il supporto. Grazie alle Famiglie Arcobaleno abruzzesi per la grinta, in particolare a Yari e Alessandro Di Giacomo per lottare e per avermi dato il coraggio. Grazie ad Elena per rendermi una persona migliore”.
“Infine grazie a Monica Di Lanzo perché 7 anni fa potevo credere di aver trovato l’amore della mia vita ma non sapevo che mi avresti regalato una ragione per lottare tutti i giorni. Ti amo”, conclude.




