L’AQUILA – Sala gremita ieri pomeriggio per la prima al Vittoriano del fotografo aquilano Roberto Grillo con la sua mostra ‘L’Aquila. Volti e segni di un terremoto’.

Sono stati un centinaio i cittadini del capoluogo giunti con autobus e mezzi propri nella Capitale per assistere al debutto del primo abruzzese in esposizione al prestigioso complesso monumentale. Tra gli ospiti, anche l’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e braccio destro di Silvio Berlusconi Gianni Letta e la senatrice aquilana Stefania Pezzopane che hanno voluto rendere omaggio a Grillo.

Espressioni, occhi e rughe scavate nei visi degli aquilani che raccontano il dramma del 6 aprile 2009. Un passaggio stilistico per l’artista che nella sua trasposizione fotografica si sposta dal reportage del dopo sisma a un racconto più concettuale e profondo.

“Sono molto soddisfatto di questo primo giorno, soprattutto perché le persone hanno percepito in modo netto questo mio passaggio di stile che è piaciuto molto – ha commentato Grillo –  Mi fa piacere che quello che volevo trasmettere sia arrivato. Ho raccontato volti di aquilani, fotografandoli però dentro al mio studio: sarebbe stato troppo facile immortalare le macerie”. 

La mostra è suddivisa in tre sezioni. Nella prima, ai soggetti è stato chiesto di tornare con il pensiero alle 3.32 del 6 aprile.

“Ho fotografato le reazioni emotive di ognuno con una tecnica semplice che io definisco da fototessera, su fondo bianco, con inquadratura e illuminazione costanti – ha specificato il fotografo – Nella seconda sezione, invece, ho rappresentato le stesse persone su fondo nero, a luce libera questa volta, usando particolari tecniche e mostrando ciò che io vedevo dei soggetti precedenti, che sono diventati gli oggetti della mia interpretazione. Nella prima fase gli attori sono loro, nella seconda l’attore sono io”.

Nella terza sezione, molto apprezzata dal pubblico, sono messe in risalto le rughe dei volti, incise da alcune parole che racchiudono passato e futuro.

“Ho chiesto ai soggetti di pensare a 6 o 7 parole che parlassero del terremoto, ma anche del presente e del futuro e di scegliere poi su quali rughe del volto inscriverle – ha proseguito Grillo – Emozioni molto forti stampate sui segni del viso”.

La mostra che si chiuderà il prossimo 18 luglio, diventerà itinerante in autunno, ma la destinazione per adesso non è ancora decisa.

“Non so ancora quale sarà la prossima tappa – ha concluso – È certo, però, che mi piacerebbe poterla portare a L’Aquila. Ho sempre avuto un dialogo molto profondo con la città e con i cittadini”.