L’AQUILA – Si chiama “High Altitude” ed è un workshop organizzato dall’Accademia di Belle Arti dell’Aquila da cui è poi nata una mostra fotografica che, inaugurata proprio questa mattina presso l’Auditorium del Parco nel capoluogo, sarà possibile visitare fino alla fine del mese di luglio.

Si tratta di un’esposizione di fotografie e disegni progettuali realizzati dagli stessi studenti dei corsi di decorazione, pittura e scultura dell’istituto nei suggestivi paesaggi del Gran Sasso e nel territorio di Calascio, che vogliono raccontare del dialogo tra uomo e natura, con l’intento primario di costruire una narrazione che possa a tutti gli effetti inserirsi in un contesto innovativo e completamente proiettato verso il futuro del territorio.

“Questo progetto rientra a pieno tra quei piani, propri dell’Accademia, che fanno riferimento al compito di valorizzazione dell’assetto economico della città – ha dichiarato nel corso della conferenza di presentazione della mostra il presidente, Roberto Marotta – Dobbiamo infatti riuscire a potenziare quelle iniziative attraverso cui poter dimostrare quella che è la qualità della nostra scuola e, al contempo, incentivare gli studenti ad iscriversi in un’ottica che faccia riferimento anche e soprattutto al mondo del lavoro”.

Presenti alla conferenza stampa, oltre al commissario-direttore dell’Istituto, Giovanna Cassese e al sindaco di Calascio, Antonio Matarelli, anche Stefano Sarra e Marco Brandizzi, due dei docenti dell’Accademia che hanno organizzato il workshop e che, insieme ai professori Stefano Ianni e Matteo Ludovico, si sono poi occupati di raccogliere le immagini in un omonimo libro-catalogo, poi presentato proprio nel corso dell’inaugurazione di questa mattina.

“Il laboratorio – ha spiegato lo stesso Sarra – è nato con l’esigenza di inserire i ragazzi in spazi nuovi e più ampi in cui potersi confrontare e attuare quel dialogo tra arte e natura che è poi tipico di tutti gli artisti”.

“Il nostro intento – ha aggiunto inoltre Brandizzi – è stato anche quello di poter aprire maggiormente l’Accademia alla città e alla regione, di allargarla e proiettarla in un’ottica più ampia, in cui poter inserire contemporaneamente tradizione e futuro”.

Non a caso, la stessa inaugurazione sarà seguita questa sera, dalle 19 in poi, da un concerto dell’Orchestra degli allievi del conservatorio “Alfredo Casella” proprio dal titolo “Con le radici nel futuro”.

“Anche legare l’Accademia alle altre istituzioni cittadine – ha precisato Marotta in questo senso – può far riferimento a quello che è uno dei nostri compiti fondamentali: dare cioè ai nostri corsi un assetto di alta qualità che si possa poi inserire in un più ampio contesto cittadino”.

“Studiare all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila rappresenta una scelta molto forte perchè vuol dire innanzitutto essere artisti – ha poi concluso il commissario Cassese – e una città come L’Aquila, che è uno dei simboli dell’arte italiana, non può che quindi inserirsi in quest’ottica e spiccare per quella tendenza alla contemporaneità che ne ha spesso messo in discussione gli stessi sintagmi, soprattutto in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo”.