FOSSACESIA – Erano in 2mila ieri alla manifestazione di protesta contro la concessione di nuovi pozzi petroliferi nel mare abruzzese. Alla manifestazione organizzata dall’Anci, dalla Provincia di Chieti, dall’Associazione “Nuovo Senso Civico” e dai comuni di Lanciano, Fossacesia e Pineto, hanno partecipato anche i sindaci e gli amministratori del territorio teatino che con la costa frentana è la zona maggiormente interessata dalle trivellazioni.

Sotto il grande striscione “No al petrolio dalla spiaggia e dal mare” si sono ritrovati, al Lido di Fossacesia (Chieti), anche associazioni, studenti, ambientalisti e cittadini, per chiedere al governo regionale di salvare le coste abruzzesi dallo sfruttamento e dall’inquinamento del mare. 

“Dobbiamo fare come in Brianza  – ha detto il sindaco di Fossacesia, Fausto Stante – dove proprio con un movimento trasversale sono riusciti a impedire ogni trivellazione sul loro territorio. Se vogliamo scongiurare la deriva petrolifera per la nostra regione occorre insistere e farsi sentire”.

“Porto avanti questa battaglia prima come cittadino – ha sottolineato il presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, presente alla manifestazione – poi come uomo politico e amministratore”.

“E’ assurdo che si aumentino le trivellazioni a mare – ha affermato Alessandro Lanci, presidente di “Nuovo Senso Civico” –  Va aggiunto che il petrolio abruzzese è definito ‘petrolio amaro’ per al sua scarsa qualità. Per essere trasportato necessita di una prima lavorazione per la desolforazione che può essere fatta direttamente sulle piattaforme immettendo nell’aria ingenti quantità di inquinanti”.