L’AQUILA – In occasione della Giornata Internazionale della Guida Turistica, in programma per domenica 24 febbraio, l’Abruzzo interverrà presentando un altro dei sui inaspettati gioielli incastonato tra i monti: la chiesa di Santa Maria ad Cryptas nel territorio di Fossa (L’Aquila). 

L’iniziativa, giunta alla 30esima edizione, è stata istituita dalla World Federation of Tourist Guide Associations ed è promossa in Italia dall’Associazione Nazionale Guide Turistiche (Angt). In molte città italiane  guide abilitate proporranno a tutti gli interessati visite gratuite su monumenti e siti di interesso storico, artistico e archeologico. Anche quest’anno, per alcune località è prevista una raccolta fondi il cui ricavato sarà finalizzato al restauro e alla manutenzione dei Beni Culturali.

Dopo un lungo intervento di restauro strutturale e conservativo, conseguente all’evento sismico del 2009,  la chiesa di Santa Maria ad Cryptas ha nuovamente riaperto i battenti  offrendo al godimento pubblico una rara testimonianza di pittura parietale abruzzese di età medievale incredibilmente  sopravvissuta.

All’interno della chiesa gli affreschi si dilatano ricoprendo del tutto le pareti e mostrando episodi desunti  dall’Antico e dal Nuovo Testamento. Emergono due cicli pittorici: il primo, datato alla seconda metà del 1200 è uno degli esempi più importanti di pittura gotico-bizantina finora conosciuta in Abruzzo; il secondo,  della metà del 1300, mostra un nuovo linguaggio artistico ispirato alla pittura toscana e umbra. Dunque, domenica 24 febbraio un appuntamento da non perdere per ammirare un altro frammento di medioevo abruzzese ritrovato. 

Fossa, che cponta circa 700 abitanti, è uno dei borgo più colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009 (quattro le vittime di quella tragica notte). A quasi 10 anni dalla tragedia la comunità è ancora “divisa” in due: la gran parte degli abitanti è nel villaggio San Lorenzo costruito dopo il sisma grazie anche al contributo degli alpini di tutta Italia. Nel centro storico, invece, sono tornati in pochissimi: i cantieri sono comparsi soprattutto nella zona bassa “Osteria” e nel primo tratto della strada principale che sale verso la grande piazza sovrastata dal Castello di Ocre.

Da queste parti si respira spiritualità a ogni angolo (il paese è stato definito “luogo delle beatitudini”): a due passi, anche se formalmente in territorio di Ocre, ci sono l’ex convento di Santo Spirito (totalmente ristrutturato già ante-sisma e dove ci sono un ristorante, sale per eventi culturali, camere per trascorrere un periodo di vacanza) e il convento di Sant’Angelo (chiuso); poi la parrocchiale di Santa Maria Assunta (che attende l’avvio dei lavori di restauro) e la chiesa di San Clemente nei pressi di monte “Cerro”. 

Chi entra oggi a Santa Maria ad Cryptas, anche se l’aveva vista più volte in passato, resta senza fiato. Gli storici dicono che la chiesa, datata XIII secolo, sorge su un tempio più antico e fu costruita dai monaci Cistercensi che facevano base al convento di Santo Spirito. Quei Cistercensi che dal 1200 in poi hanno cambiato la storia sociale, economica e religiosa del territorio.

Gli affreschi ricoprono l’arco trionfale, il presbiterio, l’abside, le pareti laterali e la controfacciata con diversi cicli tematici e raffigurazioni isolate e indipendenti, accostando scene del Vecchio e del Nuovo Testamento. Sono stati realizzati in un arco temporale che va dal XIII secolo al Rinascimento.