L’AQUILA – Qualcosa si muove nel centrodestra abruzzese, anche se ancora timidamente e con qualche confusione di troppo.

Il neo coordinatore regionale di Forza Italia, Nazario Pagano, nelle ultime ore ha avuto un summit con i vertici del partito, tra cui l’onnipresente Denis Verdini, nel corso del quale sono state affrontati i temi della scelta del candidato governatore, delle amministrative di Pescara e Montesilvano e dell’organigramma della formazione azzurra.

NOMINE ENTRO IL 13 MARZO

Il “pacchetto” di nomine e indicazioni dovrebbe essere confezionato entro il 13 marzo, giorno in cui ci sarà la prima uscita pubblica elettorale, a Pescara, del presidente della Regione in carica, Gianni Chiodi, “senza dubbio indicato per la corsa al mandato bis”, come spiega Pagano.

Una manifestazione alla quale prenderà parte anche l’ex ministro Raffaele Fitto, uno dei “falchi” del Cav all’epoca dello scontro dentro il Popolo della libertà che ha portato alla scissione di Angelino Alfano.

Ma questo sembra l’unico punto fermo, al momento: è infatti in corso una frenetica attività di ricucitura delle varie anime dei berlusconiani, per evitare pericolose defezioni verso lo schieramento avverso.

PAGANO: “STO FACENDO IL SARTO”

“Sto lavorando con un metodo inclusivo di tutte le componenti – sottolinea Pagano – un lavoro di sartoria per unire la coalizione e il quadro si sta componendo”.

Quanto alle comunali, a Pescara Fi terrà la barra dritta sul nome del sindaco uscente, Luigi Albore Mascia, ma si deve scontrare con la posizione degli alleati del Nuovo centrodestra, che puntano forte sul presidente della Provincia, Guerino Testa.

“Ne parlerò con Federica Chiavaroli (senatrice e leader abruzzese degli alfaniani, ndr)”, assicura Pagano.

AL TAVOLO DELLE TRATTATIVE L’UDC

Al tavolo della coalizione che dovrà trovare il bandolo della matassa siede anche l’Unione di centro, come conferma il presidente del Consiglio regionale, “e presto riprenderemo l’attività di confronto, che nei giorni scorsi è stata sospesa”.

Comunque è sicuro “che non ci saranno le primarie”, come reclamato dal Ncd nello scontro Mascia-Testa.

A Montesilvano i nomi in ballo sono quelli di Carlo Tereo de Landerset e Francesco Maragno, più defilata Manola Musa, sconfitta dallo sfiduciato Attilio Di Mattia alle consultazioni di due anni fa. Sempre che il Tar, cui si è rivolto l’ex primo cittadino, non decida di ribaltare in suo favore la vicenda delle dimissioni della maggioranza dei consiglieri del centro adriatico.

GLI ASSETTI FUTURI

Sull’assetto futuro di Fi, invece, è certo che il vice coordinatore regionale con responsabilità della raccolta fondi sarà il commercialista pescarese Eugenio Seccia, mentre gli altri quattro saranno figure politiche rappresentativi delle province abruzzesi.

Su Teramo il nome caldo è quello di Rudy Di Stefano, assessore comunale molto vicino all’assessore regionale Paolo Gatti, ma in lizza ci sono anche la rosetana Sabrina Di Stefano, coordinatrice abruzzese del movimento “l’Esercito di Silvio” e l’altro assessore regionale Mauro Di Dalmazio.

Per quest’ultimo il problema è rappresentato dal fatto che si vorrebbe introdurre una sorta di incompatibilità tra ruolo politico e aspiranti a un seggio all’Emiciclo.

Se così fosse, per Chieti sarebbe quasi scontata l’indicazione del deputato Fabrizio Di Stefano, che ricopriva lo stesso incarico nel disciolto Pdl, con l’assessore Mauro Febbo fuori dai giochi.

Sull’Aquila si punta sul “recupero” dell’ex onorevole di lungo corso Sabatino Aracu, per sanare la frattura consumata con Chiodi all’atto della predisposizione delle liste alle politiche del febbraio 2013. Aracu era una delle teste di lista, ma l’intervento last minute di Chiodi fece saltare tutto. Il calumet della pace potrebbe essergli offerto consentendogli di fare un nome di sua fiducia.

A Pescara, a contendersi l’investitura su una persona gradita sono tre esponenti della maggioranza all’Emiciclo: il capogruppo Lorenzo Sospiri, il vice presidente della Giunta, Alfredo Castiglione, e Riccardo Chiavaroli.

BOCCHE CUCITE SU COORDINATORI PROVINCIALI

Sul fronte dei coordinatori provinciali, infine, il delicato equilibrio forzista ha imposto una sorta di silenzio stampa ai protagonisti.

In molti tengono le bocche cucite per paura che qualche indiscrezione faccia saltare il banco: al momento trapela solo la prossima responsabile aquilana, dovrebbe essere la vice presidente della Provincia, Antonella Di Nino.

Ma che sia più di una ipotesi lo dimostra il fatto che Alfonso Magliocco, fino a ieri coordinatore pro-tempore per L’Aquila-Sulmona, si sia dimesso fragorosamente, accusando il partito di avere in mente “operazioni che sembrano nascere solo per arrecare danno al territorio aquilano”.