PESCARA – “Altinonante chi? È solo uno dei 7 mila amministratori forzisti in Italia, definirlo ‘rottamatore’ mi sembra un tantino esagerato”.
Così Nazario Pagano, coordinatore regionale abruzzese di Forza Italia, in merito alla sortita del 42enne consigliere regionale di Forza Italia in Lombardia Fabio Altitonante, originario di Teramo, intervenuto in un evento per il “no” al referendum del 4 dicembre, promosso a Montesilvano (Pescara) dal senatore abruzzese azzurro Antonio Razzi, che ha pessimi rapporti con Pagano. Altitonante in quella sede ha lanciato strali contro i “vecchi” del partito, Renato Brunetta e Paolo Romani su tutti, invitandoli a “mettersi finalmente da parte”. E ha riservato bordate anche alla dirigenza del partito in Abruzzo, e a Pagano, ovvero a “persone in questa regione non elette, che non fanno emergere i giovani”.
Pagano non si scompone più di tanto, e preferisce commentare il voto statunitense, e lanciare pesanti critiche a Giorgio D’Ignazio del Nuovo centro destra, che ultimamente sta flirtando con il centrosinistra in Regione.
Il giovane Altitonante, liquida invece la pratica Pagano, “non credo conosca la realtà abruzzese, dunque non credo ci sia nemmeno bisogno di commentare”.
Per il resto, aggiunge Pagano, “chi è che può dirsi non favorevole ai giovani, alla loro crescita e al loro protagonismo nel partito? Credo nessuno, io però intendo anche i giovani di testa, di idee, non solo d’anagrafe”.
Del resto Pagano e tutti gli esponenti di spicco del partito aveva boicottato, ad eccezione dell’ex sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia, aveva disertato l’incontro organizzato da Razzi.
Allargando lo sguardo, Pagano intende condannare preventivamente le eccessive aperture che D’Ignazio sta facendo alla maggioranza di centrosinistra.
“Se fosse vero, il mio giudizio è molto negativo: chiunque viene candidato ed eletto in uno schieramento, nel caso cambi la posizione politico tradisce il mandato. Ovviamente non lo penso solo riferito a D’Ignazio, eletto con Ncd in appoggio al nostro candidato presidente Gianni Chiodi. Ritengo che un’utile riforma sia quella di introdurre il vincolo di mandato, per arginare il triste fenomeno dei voltagabbana”.
Per quanto riguarda l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti, Pagano afferma “di non avere un giudizio negativo nei suoi confronti, ha intercettato il profondo disagio della middle class, si è messo contro i poteri forti, ma credo che sia anche presto per esprimere un giudizio compiuto, vedremo cosa farà concretamente”.
Pagano poi non si dice preoccupato dalle fibrillazioni nel campo con il centro destra tra Forza Italia e Matteo Salvini e della caduta dell’amministrazione di Padova.
“A Padova la caduta è l’effetto di equilibri locali, non è stata cosa però una cosa intelligente a due settimane dal voto referendario”.
Infine le voci di un presidente della Regione Luciano D’Alfonso pronto a fare il ministro.
“Non credo proprio che ciò possa accadere finchè presidente della Regione”, commenta Pagano. (f.t.)




