ROCCARASO – Secondo incontro della giornata di Azzurri in Vetta, preceduto dallo Spazio Forza Italia Giovani in cui è intervenuto il parlamentare europeo FI-Ppe Antonio Tajani, con il dibattito iniziato nel primo pomeriggio “Le elezioni di primavera 2016: una sfida da vincere con il centrodestra unito”.
Tutti i partecipanti, si legge in una nota del partito, anche in quest’incontro hanno tenuto a ringraziare l’organizzatore Nazario Pagano, per l’enorme sforzo prodotto e l’importantissima occasione di confronto fornita. Presente in sala anche Stefano Caldoro, già presidente della Regione Campania. Atteso per le 20 l’intervento telefonico di Silvio Berlusconi.
Il senatore Altero Matteoli, a cui è stato affidato il compito dal presidente Berlusconi di ritessere le fila della coalizione di centrodestra, ha detto che “innanzitutto la politica non può che essere fatta tra la gente, sembra banale ma apparire solo in tv lo ritengo criminale. A proposito della coalizione quindi, ciò che occorre è non guardare al colore della tessera, ma al candidato migliore”.
“In una campagna elettorale occorrono due cose: i megaprogrammi che i partiti comunque scrivono, e poi i programmi formato Bignami che tutti capiscono. La crisi della politica riguarda tutti i partiti, lo stesso Renzi era sopra al 40% quando è arrivato, oggi non c’è un sondaggio che lo attesti in vetta. Noi per fortuna abbiamo ancora un leader indiscusso che è Silvio Berlusconi, ed è attorno a lui che dobbiamo far crescere il partito”.
“Siamo sulla strada buona per ricostruire la coalizione, anche perché attorno ad essa ricostruiamo il nostro stesso partito. Ho fatto il ministro 4 volte e l’ho fatto grazie alla Lega. Non vedo alcuna possibilità però, che si possa andare alle elezioni con un leader come Salvini, si possono prendere voti ma governare il paese è altra cosa”.
“La Lega ha raggiunto oggi come sondaggi il massimo, ma il partito che tocca il massimo nei consensi e ha ottime possibilità di tornare a crescere veramente è soltanto Forza Italia. Questo se saremo capaci di rientrare nelle case di chi non è andato a votare alle ultime elezioni. Berlusconi infine non sarà eleggibile, ma candidabile sicuramente sì. Per quanto riguarda le elezioni di Roma, è preferibile puntare su Marchini per evitare una sua candidatura autonoma che porterebbe il M5S stelle al ballottaggio col Pd”.
Il senatore FI Remigio Ceroni ha invece riassunto i punti di forza e di debolezza del partito: “Sono state 5 le condizioni che hanno fatto grande FI: la prima avere un leader, poi per fare politica servono i mezzi e l’informazione, ancora occorrono le risorse che a FI non sono mancate, i valori condivisi, e infine ogni tanto qualche bella idea comprensibile, come quella voluta da Berlusconi di togliere l’Imu sulla prima casa. Ora questi fattori sono calati parecchio, forse il problema maggiore è che abbiamo smarrito valori di riferimento: sul ddl Cirinnà ad esempio se lasciamo fare sulla libertà di coscienza, vuol dire che siamo un po’ confusi, dato che istituimmo per primi il ministro per la famiglia, per una famiglia tradizionale. L’unità è fondamentale anche all’interno del partito, ma non credo che l’alleanza con la Lega sia basata sulla volontà di compiere un lavoro insieme, e di tenere un equilibrio condiviso una volta al governo”.
L’onorevole Luigi Vitali, coordinatore regionale FI Puglia: “A proposito di unità, lasciatemi esordire sottolineando che noi siamo più forti di Fitto in Puglia. Da FI comunque mi aspetto una reazione forte, un leader non può che arrivare dalla nostra area. Salvini in Puglia è stato alleato di FI ma ha preso poco meno del 2%, sento di ringraziarlo comunque perché siamo tutti necessari a vincere le elezioni, l’unico indispensabile resta sempre e solo Berlusconi. Anche all’interno di FI c’è chi pensa che sia terminata la parabola discendente del partito, ma attenzione, si dice una bestialità in questo modo. In Puglia abbiamo preso più del 60% proveniente dal voto di opinione, e ciò ci fa capire che il simbolo di FI non può essere messo da parte. Ma serve dare un’offerta diversa, ecco il perché delle liste civiche di cui FI ha gran bisogno”.
Nell’ultimo confronto, sui temi di carattere nazionale con i parlamentari e gli esponenti territoriali del partito, si è parlato delle prospettive di Forza Italia tra elezioni amministrative, attività parlamentare e strategia per il confronto elettorale delle prossime politiche.
La senatrice Paola Pelino ha puntato l’indice sulla poca efficacia delle misure del governo per favorire il rilancio delle imprese. “Il mancato taglio dell’Ires e la riduzione degli sgravi contributivi del Jobs-act per i privati che assumono nel 2016, sono errori e mancanze che rischiano di penalizzare seriamente il rilancio dell’economia. Almeno per il sud andava fatto uno sforzo per mantenere la decontribuzione al cento per cento. Dobbiamo tornare a governare il paese per garantire il cambio di tendenza necessario a superare proclami del governo Renzi”.
Il senatore Marco Marin ha esordito definendo il premier abituato solo a “twitt e annunci, mentre Forza Italia deve riconquistare la leadership del centro e confermare la sua centralità nell’alleanza di centro destra per lanciare la sfida al partito ora al governo”.
Per il senatore Vincenzo Gibiino, Forza Italia è l’unica garanzia per arrivare a un sostanziale abbassamento delle tasse, dopo gli aumenti prodotti dagli esecutivi Monti, Letta e Renzi. “Le imprese italiane vanno a produrre dove è conveniente dal punto di vista fiscale. Il nostro sistema di tassazione è complesso e articolato ed è necessario, oltre a ridurre la pressione per imprese e famiglie, magari con la cosiddetta Flat-tax, semplificare il quadro”.





