L’AQUILA – Anche nella Forza Italia abruzzese gli occhi erano puntati ieri su palazzo Grazioli a Roma, dove ieri Roberto Occhiuto, 56enne presidente della Regione Calabria, appena rieletto, è stato l’ospite d’onore del convegno “In libertà, pensieri liberali per l’Italia’”, con un nutrito parterre di manager, imprenditori, comunicatori e giornalisti, in quella che è stata la casa romana del fondatore Silvio Berlusconi. Per molti il via alla campagna di conquista del partito, a pochi giorni di distanza dalle parole di Pier Silvio Berlusconi, patron di Mediaset, che spalleggiato dalla sorella Marina Berlusconi, ha tirato una nuova bordata al presidente di Forza Italia, il 72enne vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, invocando una scossa, un ringiovanimento, una rifondazione del partito, facce ed idee nuove.
E così in questi convulsi giorni, i leader abruzzesi si stanno già interrogandosi sul con chi schierarsi, su quale cavallo vincente puntare, se con “l’usato sicuro” Tajani o il “nuovo che avanza” Occhiuto, con la campagna di tesseramento conclusa oggi, in vista del congresso regionale, sempre se sarà convocato, dove il nuovo segretario sarà eletto dagli iscritti e non nominato da Roma come avvenuto fino ad ora.
Da quanto si apprende, a puntare le fiches su Occhiuto, a sorpresa è proprio chi anche per ragioni anagrafiche sarebbe i teoria una delle vittime sacrificali del ringiovanimento del partito: il deputato ed ex presidente del consiglio regionale, il pescarese Nazario Pagano, 68enne presidente della Commissione affari costituzionali, che punta a conservare la carica di segretario regionale abruzzese che detiene dal lontano 2013, dopo aver resistito in questi anni a tutti gli assalti, grazie al potere e all’autorevolezza conquistate a Roma, dopo due mandati in parlamento, il primo come senatore, e per la sua capacità di tessere relazioni trasversali a tutte le anime del partito, e con un buon rapporto con la famiglia Berlusconi.
E sempre a sorpresa, i due “giovani” che scalpitano per prendersi il partito, si starebbero schierando invece con Tajani.
Il riferimento è ovviamente al presidente del Consiglio regionale, il 50enne Lorenzo Sospiri, decano all’Emiciclo, e alla new entry, dall’estate del 2024, l’aquilano 45enne Roberto Santangelo, assessore regionale al Sociale e Cultura, il più votato del partito alle regionali del 2024, ben 9.587 preferenze, vicepresidente del Consiglio regionale nella passata legislatura, e presidente del Consiglio comunale dell’Aquila. Del resto entrambi hanno un rapporto stretto con Maurizio Gasparri, parlamentare dal lontano 2008, a sua volta vicino a Tajani.
E con Tajani si dovrebbe schierare anche il 64enne Filippo Piccone, imprenditore di livello nazionale, ex consigliere regionale, ex parlamentare, ex coordinatore regionale del Popolo delle libertà ed ex sindaco della sua Celano, tornato a gennaio nel partito che aveva lasciato nel 2018, portando in dote ben 3mila tessere e che non ha fatto mistero di voler tornare in parlamento, alle elezioni del 2027.
Questo dunque potrebbe essere lo schieramento che al congresso che si contrapporrà a Pagano, che non ha nessuna intenzione di rinunciare alla carica di segretario regionale, da cui dipende del resto la composizione delle liste elettorali. Potendo contare sull’appoggio del presidente della Tua, la società regionale del trasporto pubblico, ex sindaco di Avezzano e manager Gabriele De Angelis, come pure il sindaco di Pescara Carlo Masci, a Teramo del segretario provinciale Rita Ettorre. Mentre ancora non si schierano l’assessore alle Attività produttive, Daniele D’Amario, in provincia di Chieti, e il consigliere regionale teramano Emiliano Di Matteo, capogruppo.
Lorenzo Sospiri, dall’altra parte, con Pagano aveva sottoscritto un patto prima delle politiche del settembre 2022, che hanno visto la riconferma di Pagano, dal Senato alla Camera, e la mancata elezione di Sospiri, sia pure di in soffio, al Senato. E appunto si era pattuito che in questa evenienza, Pagano avrebbe ceduto la carica di coordinatore a Sospiri. Passaggio del testimone mai avvenuto.
I congressi saranno decisivi, non solo in Abruzzo, per la leadership nazionale di Forza Italia. Ma c’è chi sussurra che non è detto che si tengano a primavera, e saranno invece rimandati. Questo perché per la famiglia Berlusconi la priorità assoluta è quella del referendum sulla riforma della giustizia, la madre di tutte le battaglie anche del padre Silvio, e va evitato che tutto venga compromesso da sanguinarie battaglie interne.
Non solo, Tajani non ha nessuna intenzione di farsi da parte, e tesse le trame nel partito, per piazzare ai congressi quanti più segretari a lui fedeli, e allora non è detto che la famiglia Berlusconi, tuttora garante presso le banche del debito milionario del partito, sia tanto favorevole ai congressi regionali, dovesse avere la meglio Tajani,
Aveva detto Piersilvio Berlusconi in occasione della presentazione del palinsesto Mediaset: “Tra i tanti lasciti di mio padre forse Forza Italia è il più importante. Io e mia sorella Marina siamo due persone appassionate, ma molto impegnate nel lavoro. Io provo vera gratitudine per Tajani, i vertici hanno mantenuto in piedi il partito dopo la scomparsa di mio padre. In aggiunta credo che oggi, per guardare con fiducia al futuro, siano necessarie facce nuove, idee nuove e un programma rinnovato”.
Da Nuova Delhi intanto Tajani ha così risposto: “Tutti i consigli sono preziosi, li ascolto e sono in perfetta sintonia sul rinnovamento e la necessità di guardare al futuro. Io sono assolutamente a favore del rinnovamento costante di Forza Italia. È quello che stiamo facendo, stiamo facendo emergere anche i giovani, penso al segretario nazionale dei giovani, penso ai nuovi eletti alle ultime regionali, abbiamo eletto ragazzi di 24, 25 anni. Penso ai nostri vice segretari che stanno lavorando, i congressi che abbiamo fatto e che faremo, quindi questo è un modo di allargare”.
Ha dunque infierito Matteo Renzi, leader di Italia Viva: “ Pier Silvio Berlusconi tutte le volte che fa una conferenza stampa sui palinsesti rifila una sberla a Tajani, non capisco a che titolo; alla fine lo metterà a fare l’Isola dei famosi o Arcore express”.
Ieri Occhiuto ha detto a Palazzo Grazioli: “non è un’iniziativa contro qualcuno, ma per un centrodestra più ambizioso e coraggioso. Vogliamo dare una scossa liberale. Da qui al congresso di Forza Italia di inizio 2027 manca un anno e mezzo e in un anno e mezzo succedono un sacco di cose e oggi una mia candidatura non è all’ordine del giorno”.
Reduce da un incontro con Marina Berlusconi, avuto ieri a Milano ha replicato oggi Tajani: “Occhiuto mi ha sfidato? Perfetto, magari: le sfide mi esaltano. Io non vedo l’ora. Magari si fa questo congresso, anche perché quando c’è un congresso poi i voti si contano…”. f.t.





