L’AQUILA – È guerra tra centrodestra e centrosinistra abruzzesi sulla mappatura delle aree in cui le grandi aziende possono beneficiare di aiuti economici della Comunità europea.
Da una parte il vice presidente della Giunta regionale, Giovani Lolli, esponente aquilano del Partito democratico, accusa l’ex presidente della Regione Abruzzo ed ex commissario straordinario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, oggi consigliere di Forza Italia, di aver determinato l’esclusione del “cratere” sismico aquilano.
Dall’altra, l’esponente di Forza Italia Antonio Morgante, ex capo della segreteria di Chiodi, accusa la nuova maggioranza e il neo presidente, Luciano D’Alfonso, di aver ridisegnato la mappa escludendo questa volta la Marsica e la Piana del Cavaliere.
Secondo Lolli, “Chiodi ha commesso un terribile pasticcio: nella mappa consegnata alla Conferenza Stato-Regioni, da girare poi a Bruxelles assieme a quella delle altre regioni italiane, ha individuato le aree fino ai 251 mila abitati un po’ in tutto l’Abruzzo, e poi ha aggiunto, con un altro colore, l’area del cratere sismico da 130 mila abitanti”.
“Il risultato – dice il vice presidente – è stato che la Conferenza Stato-Regioni ha bocciato la proposta avanzata dall’Abruzzo di riconoscere, nella zonizzazione delle aree, una quota di popolazione che sforava i parametri stabiliti, e ha cancellato con un tratto di penna proprio il ‘cratere’ per far tornare i conti”.
Una tegola a cui, per Lolli, ha posto rimedio D’Alfonso, strappando una proroga per la tempistica della consegna della pratica a Bruxelles e approvando in tempi record una nuova mappatura con la delibera di Giunta dell’8 luglio.
In essa sono state tracciate le aree che vanno dall’Aquila fino a Sulmona, passando senza salti per l’area industriale di Bussi e poi la Val di Sangro. E, inoltre, agganciate alle Marche, l’area della Val Vibrata; più il Molise, con aree industriali del Vastese.
Va però chiamata in causa la regola a cui le Regioni italiane devono attenersi, ossia quella di individuare le aree con particolare vocazione industriale e produttiva e in difficoltà, con un numero complessivo di abitanti non superiore ai 251 mila, sulle quali concentrare gli aiuti economici, in particolare a beneficio delle grandi imprese innovative fino a un massimo del 10 per cento del costo degli investimenti iniziali.
Con la misura 87.3.C degli scorsi decenni, infatti, le aree beneficiate potevano essere anche a macchia di leopardo e di varie ‘pezzature’. Ora, con la 107.3.C, queste aree devono essere contigue e senza salti e di una certa dimensione.
Scompaiono però la Marsica e la Piana del Cavaliere, un effetto collaterale che denuncia con rabbia l’avezzanese Morgante, escluso da palazzo dell’Emiciclo alle ultime elezioni.
“Con questa delibera – tuona l’esponente di Forza Italia – le aree industriali di Avezzano e Carsoli non potranno beneficiare degli aiuti europei. Appare chiaro che la Marsica è l’ultima delle preoccupazioni del neo governatore D’Alfonso”.
“Così – incalza Morgante – si avvera quanto avevo paventato solo qualche giorno fa, evidenziando che la mancanza di esponenti marsicani in Giunta regionale avrebbe pesantemente penalizzato un territorio importante dell’Abruzzo interno che conta la metà degli abitanti della provincia dell’Aquila e i due terzi del suo pil”.
Lolli, che ha la delega alle Attività produttive, non nega che ciò sia avvenuto, ma difende la scelta fatta.
“È stata una scelta meditata e se vogliamo invitabile: o il ‘cratere’ sismico o la Marsica, non c’erano alternative – spiega ad AbruzzoWeb – E il ‘cratere’ non poteva essere escluso, non solo per il terremoto che l’ha colpito, ma perché è un’area che ha tra le maggiori chance di attrarre oggi in Abruzzo i grandi investimenti che sono il presupposto degli aiuti, che appunto vanno a rimborsarne solo una parte. Il rischio era di vanificare questa opportunità a svantaggio di tutta l’economia abruzzese”.
Ma aggiunge e rassicura che “ci sono altre misure di sostengo per le attività economiche delle aree oggi escluse, a cominciare dalla Marsica, per cui già ci stiamo muovendo”.





