L’AQUILA – Dei 64,8 miliardi di euro di fondi europei di coesione messi a disposizione del nostro Paese, nel periodo 2014-20201 , la spesa complessiva certificata da Bruxelles al 31 dicembre scorso è stata di 35 miliardi, pari al 54% dell’ammontare. Pertanto, entro il 31 dicembre 2023, vanno spesi i restanti 29,8 miliardi, pari al 46% della quota totale), di cui 10 sono di cofinanziamento nazionale. Se non riusciremo a centrare questo obbiettivo, la quota di fondi Ue, non utilizzatata, ovvero 19,8 miliardi andrà persa.
A dirlo è l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, che ha monitorato l’andamento di spesa del Fondo europeo di sviluppo regionale, (Fesr), del Fondo sociale europeo, (Fse), e Programmi Operativi Nazionali e Regionali (Pon e Por).
In questa partita però si scopre che l’Abruzzo è tra le regioni relativamente virtuose, per quanto riguarda i fondi di sua stretta competenza, ovvero i Piani operativi regionali i Por,, come si vede nella scheda elaborata dalla Cgia di Mestre, e riprodotta qui di seguito.
La media nazionale è del 78,3% della spesa, ovvero 16,6 miliardi su 21,2 miliardi a disposizione, con rischio di restituzione di 4,6 miliardi.
L’Abruzzo ha invece speso 175 milioni su 207 a disposizione l’84,5%, con altri 32 milioni da spendere. La missione in Regione Abruzzo è affidata in particolare al direttore del Dipartimento Presidenza, Emanuela Grimaldi, e l’Autorità di gestione dei fondi Fesr-Fse, Carmine Cipollone.
Le amministrazioni regionali più in difficoltà sono quelle del Mezzogiorno. Entro la fine del 2023, pena la perdita delle risorse, la Puglia deve spendere altri 335 milioni di euro, la Calabria 616 milioni, la Campania 1,27 miliardi e la Sicilia addirittura 1,45 miliardi. In buona sostanza, al 31 dicembre scorso, la percentuale di spesa realizzata sul totale da ricevere era solo del 65,5 per cento in Calabria, del 65,7 per cento in Campania e del 64 per cento in Sicilia, dove i deputati hanno ben pensato anche di aumentarsi lo stipendio, di 800 euro al mese per adeguarlo all’inflazione.
La più virtuosa è invece il Lazio che ha speso tutto, anzi ha una eccedenza di 28 milioni, e ha superato il target assestandosi al 103 % seconda Lombardia Lombardia 970 963 99,2% 8 terza la provincia autonoma di Bolzano che ha speso 130 milioni su 137 il 94,9% 7 quarta Piemonte 919 860 93,5% 60 bene anche il vicino Molise Molise che aveva a disposizione 77 milioni, e ne ha spesi 71, ovvero il 91,8%
Tornando all’Abruzzo, a fine febbraio, a margine dell’evento “Insieme per lo sviluppo” organizzato dalla Regione Abruzzo per fare il punto sulla rendicontazione della programmazione 2014-2020, il presidente Marco Marsilio ha garantito che entro il primo semestre 2023 porteremo a chiusura con la rendicontazione completa di tutti i progetti finanziati i due programmi europei del Fesr e dell’Fse relativi al periodo 2014-2020″.
E ha parlato di “un balzo in in avanti che ha permesso di raggiungere tutti i target di spesa con punte di certificazioni che per l’Fse toccano il 93% e per il Fesr il 75%”. I numeri in questo senso confermano la decisa virata della spesa negli ultimi anni, che ha permesso all’Abruzzo di lasciare la maglia nera in tema di spesa nella classifica nazionale delle Regioni.
A seguire il bilancio complessivo dell’andamento di spesa della programmazione 2014-2021 e della nuova programmazione 2021-2027 è stato illustrato a L’Aquila, nella sede del Gran Sasso Science Institute il 7 marzo.
Relativamente al periodo 2021 – 2027, si prevedono risorse pari a 1,08 miliardi di euro di cui 681 milioni destinati al FESR Abruzzo e 406 milioni di euro al FSE+. I primi interventi FESR riguarderanno il sostegno alla crescita di competitività del sistema produttivo locale (Pmi), il sostegno ai processi di ricerca, innovazione, sviluppo e trasferimento tecnologico nelle imprese, e per l’attuazione delle strategie territoriali per le aree urbane funzionali e le aree interne. Per il FSE+, invece, i primi interventi riguarderanno gli incentivi all’assunzione di disoccupati e occupazione giovanile, sistema integrato di educazione, istruzione e formazione e interventi a favore delle fasce più deboli per favorire l’inclusione.
Resta però il problema per l’Italia di spendere tutti i fondi europei della vecchia programmazione: “Le ragioni di questa difficoltà nell’ utilizzare i soldi europei – si legge nel report – è nota da tempo Scontiamo, innanzitutto, una grossa difficoltà di adattamento della nostra Pubblica amministrazione alle procedure imposte dall’UE. Dopodiché, la nostra macchina pubblica presenta livelli di qualità dei servizi resi ai cittadini e alle imprese molto modesti e una efficienza che può contare ancora su ampi margini di miglioramento. Il personale, soprattutto dell’area tecnica, ha retribuzioni basse e, spesso, risulta, anche per questa ragione, poco motivato. Specificità che caratterizzano, in particolar modo, i dipendenti pubblici delle regioni e degli enti locali del Mezzogiorno”.
Va comunque segnalato che dei 19,9 miliardi di euro di risorse europee che dobbiamo “mettere a terra” entro la fine di quest’anno, 15,3 sono in capo allo Stato centrale (Progetti PON, FESR e FSE) e 4,6 alle regioni. Insomma, si legge nel rapporto, “sarebbe sbagliato prendersela solo con le amministrazioni periferiche; la necessità di investire nel personale pubblico riguarda, purtroppo, tutti i livelli”.
C’è poi il capitolo Piano di sviluppo rurale, non contemplato nell’analisi di dettaglio della Cgia di Mestre: una partita che in Abruzzo è gestita dall’assessorato all’agricoltura e dal vicepresidente della Regione Emanuele Imprudente, della Lega.
“Per la programmazione 2014-2020 – ha specificato Imprudente – il livello di spesa raggiunto dalla Regione è dell’80%, mentre per il biennio 2021/2022 è del 60%. Sono stati erogati 84 milioni di euro in favore di 10 mila beneficiari, mentre solo nel 2022 tra Regione e Gal sono stati pubblicati 33 bandi pubblici”.
Nel Comitato di sorveglianza che si è svolto a Pescara la Commissione UE ha poi confermato la solidità dei risultati di spesa e l’andamento delle attività previste per il Psr per l’annualità 2022 quando la Regione Abruzzo ha erogato alle imprese agricole oltre 84 milioni euro superando di quasi 8 milioni di euro il target di spesa.









