L’AQUILA – Il Comune dell’Aquila invierà le carte alla Procura della Repubblica e presenterà un ricorso al Tar nei confronti del dipartimento per le Politiche della famiglia e del commissario Gianni Chiodi relativamente alla graduatoria dei cosiddetti fondi Giovanardi, i 12 milioni di euro (di cui 3,1 milioni già utilizzati per l’ex Onpi) stanziati dal sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri Carlo Giovanardi sui quali è tuttora in corso un’inchiesta.
Lo ha annunciato questa mattina in conferenza stampa l’assessore alle Politiche sociali Stefania Pezzopane, che, carte alla mano, ha parlato di presunte irregolarità nei sottocriteri inseriti successivamente alla pubblicazione del bando, avvenuta nel marzo scorso.
A essere impugnati davanti al Tar saranno anche le modalità con cui ha lavorato la commissione. La Pezzopane ha fatto riferimento, infatti, al responsabilie della segreteria del commissario per la ricostruzione, Antonio Morgante, in relazione all’incompatibilità tra il suo ruolo all’interno della commissione per la valutazione e quello di componente del comitato scientifico di due progetti.
A questo, Morgante ha replicato: “False le sue affermazioni, falso il suo modo di ricostruire la vicenda del bando dei fondi Giovanardi. L’assessore Pezzopane si conferma l’unica mandante di una infaticabile azione comunicativa che ha l’obiettivo unico di avvelenare il clima della ricostruzione all’Aquila”.
Tra i sottocriteri che saranno materia di ricorso al Tar, c’è quello che annulla l’obbligo della firma del sindaco o del legale rappresentante su ogni progetto, che costituiva un criterio di ammissibilità, sostituito poi con la possibilità di una sottoscrizione successiva a sanatoria.
Altro criterio “sospetto” illustrato dalla Pezzopane è quello che riguarda l’assegnazione dei punteggi in relazione al numero di fruitori dei servizi.
“Trattandosi di fondi destinati al sociale – ha spiegato ai giornalisti – nel bando si chiedeva di far riferimento a bacini specifici di utenza. In uno dei sottocriteri inseriti si stabilisce invece che vengono assegnati 10 punti se il servizio è destinato a tutta la popolazione, 5 se rivolto a un numero di utenti specifico. I nostri progetti erano ovviamente rivolti alla popolazione sfollata, quindi non abbiamo mai preso 10 punti perché viene considerata utenza specifica. Questo sottocriterio falsa tutto il bando e sembra scritto proprio per escludere i progetti del Comune dell’Aquila”.
Paradossalmente l’unico progetto presentato dal Comune del capoluogo e rientrato in graduatoria è quello relativo all’ex Onpi, perché riuscito a ottenere punteggi alti in quanto si tratta di un servizio rivolto agli anziani di tutta la città.
La Pezzopane ha puntato il dito anche contro un altro sottocriterio, quello che premia la celerità nell’attivazione dei progetti e non la loro cantierabilità, pur trattandosi di costruzioni, come prevede il bando. “In base a questo – ha detto – vengono assegnati più punti a un progetto in cui si prevede che il servizio venga attivato velocemente, anche in assenza dell’infrastruttura. Un paradosso, perché il bando stesso era finalizzato alla costruzione di residenze per anziani e bambini. In tal modo i progetti del Comune sono stati esclusi, perché avevamo considerato anche i tempi di realizzazione”.
Un altro punto controverso riguarda l’adeguatezza della struttura. Se nel bando, infatti, l’inadeguatezza della struttura veniva considerato motivo di esclusione del progetto, “in base a un’altra postilla, anche questa mai resa pubblica – ha spiegato – si è stabilita l’ammissibilità di tali progetti, a cui vengono assegnati zero punti, mentre all’adeguatezza ne vengono dati 4”.
A essere impugnati davanti al Tar saranno, oltre la graduatoria dei fondi e questi sottocriteri mai pubblicati, anche le modalità con cui ha lavorato la commissione.
“Mentre nel primo verbale – ha detto l’assessore – tutti i membri della commissione per la valutazione dei progetti hanno dichiarato che non ci fossero incompatibilità, nel terzo verbale l’avvocato Antonio Morgante si astiene dalla valutazione perché dichiara di essere nel comitato scientifico di due progetti”.
“È evidente – ha concluso – che ci sono interessi e bacini elettorali da curare. Di tutto questo chiediamo conto a Chiodi, che ha emanato il bando, nominato la commissione, approvato la graduatoria e, approvando l’operato della commissione, ne ha avallato l’operato”.
L’inchiesta in corso sui fondi Giovanardi ha scoperchiato un tentativo di truffa con un sistema di onlus e fondazioni da parte di Fabrizio Traversi, romano di 62 anni, e dall’aquilano Gianfranco Cavaliere, medico di 35, entrambi finiti ai domiciliari, poi trasformati in obbligo di dimora. Indagate altre quattro persone tra cui il vescovo ausiliare dell’Aquila Giovanni D’Ercole.
“L’assessore Pezzopane si conferma l’unica mandante di una infaticabile azione comunicativa che ha l’obiettivo unico di avvelenare il clima della ricostruzione all’Aquila”.
Replica così il responsabile della segreteria del commissario per la ricostruzione, Antonio Morgante, alle affermazioni dell’assessore comunale Stefania Pezzopane che questa mattina in conferenza stampa ha annunciato un ricorso al Tar e l’invio delle carte in Procura contro la graduatoria dei cosiddetti fondi Giovanardi.
L’assessore ha fatto diretto riferimento a Morgante parlando della sua incompatibilità tra il suo ruolo all’interno della commissione per la valutazione e quello di componente del comitato scientifico di due progetti.
“Di tutto avrebbe bisogno L’Aquila – replica Morgante – meno che di veleni e di rapporti tesi. È un modo di agire deprecabile e non degno di chi ha ricoperto ruoli istituzionali di primo piano e che oggi, quale assessore del maggior centro colpito dal terremoto del 6 aprile 2009, insiste sgradevolmente a perseguire”.
“False le sue affermazioni – prosegue – falso il suo modo di ricostruire la vicenda del bando dei fondi Giovanardi. La sua lettura degli atti è carente e assolutamente non consona a chi dovrebbe aver imparato qualche minima nozione di diritto amministrativo, pur non avendo una preparazione accademica in tale senso. I criteri stabiliti dalla Commissione sono stati stabiliti prima dell’esame dei progetti. Tali criteri non sono in contrasto del bando, ma impediscono ogni discrezionalità nell’attribuzione dei punteggi”.
“La sua interpretazione del criterio della popolazione ‘potenzialmente destinataria’ – sottolinea – è profondamente errata: riguarda il tipo di servizio e non l’area interessata. La mia astensione sui progetti in cui è coinvolta la fondazione (Aquila solidarietá e sviluppo) è stata fatta a mero scopo di opportunità, proprio per non invalidare le procedure selettive. Come molti, infatti, sono stato inserito contro la mia volontà nel comitato scientifico, nonostante avessi cortesemente e formalmente declinato l’invito dei presidenti della stessa fondazione (di ció è stata informata compiutamente la magistratura)”.
“Di queste – afferma Morgante – come di altre vicende potrei dare sereno e compiuto riscontro in un confronto diretto con la Pezzopane, ma sono certo che, come già ha avuto modo di dire, potrebbe essere d’accordo se il suo ‘alter ego’ dovesse essere il commissario Chiodi! È ora però che di certe affermazioni l’assessore se ne assuma tutte le responsabilità, soprattutto se il tenore e la portata di certe sue dichiarazioni venisse confermata dall’esame attento di quanto detto al cospetto dei giornalisti”.
“La correttezza e la trasparenza – conclude – nonché il quotidiano impegno e la orgogliosa dedizione di chi è chiamato ad occuparsi dei complessi problemi della ricostruzione da due anni e mezzo a questa parte non possono essere messi neanche lontanamente in discussione da chi passa il tempo solo a convocare conferenze stampa e a partecipare a trasmissioni televisive”.



