PESCARA – Il Fas Abruzzo da 607 milioni di euro potrebbe crescere nella dotazione finanziaria.

A far trapelare la notizia è il presidente della Regione, Gianni Chiodi, che in una conferenza stampa, presente la Giunta quasi al completo, svela l’ipotesi che possano arrivare “altri 100 milioni destinati per rafforzare le politiche di innovazione, competitività e produttività”.

Sulle anticipazioni che la Regione ha effettuato in questi anni, il governatore ha fornito cifre importanti delle anticipazioni operate su alcuni progetti.

In particolare, per l’impianto di funivia del Gran Sasso 11 milioni; per le opere di depurazione circa 70 milioni; per arginare il rischio di erosione della costa 18 milioni; per i Piani di zona 10 milioni; per le risorse ai Comuni in campo sociale 6 milioni; per i porti regionali l’intero Fas prevede 20 milioni e con una legge ad hoc ne sono stati anticipati 11,5.

“Questi sono dati importanti, che stanno anche a dimostrare che questo governo non ha avuto mai alcun dubbio sul fatto che i Fas sarebbero comunque arrivati”, conclude Chiodi.

Nell’annunciare la fase 2, il governatore ha poi anticipato che “il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, sarà in Abruzzo per incontrare il Patto per l’Abruzzo, dando in questo seguito a quanto detto a Palazzo Chigi nell’incontro tra il governo e il Patto”.

Non condivide l’entusiasmo di Chiodi il capogruppo regionale del Partito democratico, Camillo D’Alessandro, che ha parlato di “conferenza stampa in cui si è messo in atto un goffo tentativo di spettacolarizzazione del detto e ridetto”.

“Chiodi – ha aggiunto – deve capire che non è in campagna elettorale perenne”.

A D’Alessandro ha fatto eco il segretario regionale democrat, Silvio Paolucci, che ha invitato Chiodi a un “bagno di realismo”.

”ORA VIA ALLA SECONDA FASE”

Una “nuova fase che apre le porte allo sviluppo dell’Abruzzo”.

Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha valutato in questo modo gli effetti della delibera Cipe che venerdì scorso ha liberato per l’Abruzzo risorse Fas per 607 milioni di euro.

Chiodi l’ha chiamata “fase 2”, intendendo in questo modo l’avvio ufficiale di una nuova stagione di rilancio dell’economia regionale nell’ottica della programmazione e della progettualità.

“Abbiamo alle spalle la fase 1, con la quale ci siamo concentrati al risanamento e al recupero strutturale del debito sanitario – ha detto Chiodi – Una fase importante, che ha allontanato definitivamente lo spettro del default per la Regione Abruzzo, ora la parola passa ai soggetti della Regione che dovranno pensare, progettare e programmare il rilancio economico regionale tenendo a mente le linee di sviluppo che abbiamo indicato nel Fas”.

Il presidente della Regione ha poi voluto sottolineare il carattere “straordinario” della decisione del Cipe di venerdì scorso, con “l’Abruzzo che è l’unica regione ad aver avuto approvato l’intero Par-Fas e non a tranche come accade per le altre regioni. In questo modo – ha aggiunto – vengono smentiti tutti coloro che avevano parlato di bocciatura del Fas Abruzzo”.

In questo senso, il presidente Chiodi ha voluto annunciare anche la strategia politica che dovrà gestire la fase 2 di rilancio della Regione.

“La filosofia – ha detto – sarà quella del Patto per l’Abruzzo, una strategia che sta ottenendo consensi anche in campo nazionale come modello di confronto. Un tavolo delle responsabilità che, in relazione al particolare momento, chiami la classe dirigente abruzzese a cambiare in maniera strutturale i temi dello sviluppo economico e della governance”.

LE AZIONI CARDINE DEI FONDI FAS

Il Par-Fas approvato dal Cipe prevede le cosiddette “aree di policy”, e cioè azioni cardine che informano l’intero piano finanziario.

In particolare, su “Competività e RSTI” le risorse sono 123,250 milioni di euro, pari al 20 per cento del programma, e nello specifico prevede interventi per il sostengo industriale dell’azione connessa all’Automotive; la promozione del turismo attraverso l’incentivazione di eventi sportivi e sviluppo del sistema museale; miglioramento dell’accesso al credito da parte delle Pmi; e infine sviluppo della Valle Peligna.

Per “Trasporti, logistica e telecomunicazioni” le risorse del Fas ammontano a 200,490 milioni di euro, 33 per cento del programma.

Gli interventi più significativi riguardano: il miglioramento della mobilità e l’accessibilità dei centri urbani; il completamento e rafforzamento del sistema logistico di mobilità regionale per la movimentazione di passeggeri e merci; infine potenziamento e sviluppo della società dell’informazione e realizzazione di infrastrutture a banda larga. Per “Ambiente e Territorio” le risorse sono 178,786 milioni di euro, 29 per cento del programma, e i progetti sono principalmente volti a prevenire e gestire i rischi naturali.

In questo senso le risorse Fas sono concentrate su tre grandi linee: obiettivi di servizio nel campo delle risorse idriche e dei rifiuti; prevenzione dei rischi di origine naturale e tutela e riqualificazione dei paesaggi.

Per la “Politiche di coesione sociale” le risorse sono 31,044 milioni di euro, 5 per cento del programma, e gli interventi guardano soprattutto ai servizi sociali, alla cura dell’infanzia, sicurezza e legalità.
Per le “Politiche per la coesione territoriale” le risorse sono 44,738 milioni di euro, 7 per cento del programma, e gli interventi sono principalmente rivolti alla riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica e la messa in sicurezza dal rischio sismico.

Per le “Politiche per il capitale umano” le ricorse sono 19,632 milioni di euro, 3 per cento del programma, e gli interventi prevedono il miglioramento delle strutture per l’istruzione e il potenziamento dei livelli di competenza degli studenti.

Infine per la “Governance e capacitazione” le risorse sono 11,804 milioni di euro, 1,9 per cento del programma, si prevedono interventi all’assistenza tecnica e al supporto del Par-Fas.

D’ALESSANDRO (PD): ”CHIODI SPETTACOLARIZZA IL DETTO E RIDETTO”

“Il presidente Gianni Chiodi ha convocato un’ennesima conferenza stampa, ma per comunicare che cosa? Si tratta di un goffo tentativo di spettacolarizzare il detto ed il ridetto. Chiodi, come altri, capiscano che non si è in perenne campagna elettorale. Di fronte alla responsabilità di chi ha sottoscritto il Patto Chiodi dovrebbe quanto meno evitare la ‘politicizzazione’ di un risultato che non è altro che il primo passo”.

Ad affermarlo il capogruppo del Partito democratico in Regione, Camillo D’Alessandro.

“Anche perché – spiega l’esponente del Pd – la realtà è tutt’altro che rosea. Per esempio l’8 per cento che dovrà essere subito sbloccato in termini di cassa servirà a coprire in parte i 130 milioni di euro già anticipati o saranno aggiuntivi?”

“La ‘fase due’ – riprende D’Alessandro – non la detta Chiodi, così come non ha dettato la ‘fase uno’, che ricordo essere nata non certo per la volontà del presidente della Regione, ma per l’accordo unitario sottoscritto dalle parti sociali e definito ‘Vertenza Abruzzo’, un appello poi raccolto da Chiodi e dal Pd. Chiodi per tre volte non ci è riuscito, solo il tavolo unitario a Roma ha riportato a casa i Fas”.

“La ‘fase due’ – prosegue il capogruppo – è fatta appunto di Vertenza con il governo nazionale: fondi per le infrastrutture, piano per il Sud, sistema ferroviario delle interconnessioni del Paese. Dentro la vertenza si sezionano le proposte e le priorità. Chiodi non riuscirà a trascinare il Patto in una passiva accettazione di ciò che abbiamo ottenuto e che ci spettava, i Fas, dimenticando le partite perse, come i fondi per le infrastrutture”.

“Pronti – conclude D’Alessandro – a fare ancora la nostra parte, con la stessa responsabilità, ma con chiarezza, si sta nel Patto per fare passi successivi. Qualcuno deve spiegare a Chiodi che la notizia per l’Abruzzo sarà l’arrivo, non l’inizio del cammino”.

PAOLUCCI (PD): ”FASE DUE PARTA CON BAGNO DI REALISMO”

“Ancora una volta Chiodi spaccia per risultato storico l’aver ottenuto ciò che all’Abruzzo spetta di diritto, risultati ottenuti grazie soprattutto alle parti sociali ed anche al senso di responsabilità del maggior partito dell’opposizione. Chiodi chiede anche ‘alla classe dirigente abruzzese’ un cambio di passo: allora vale la pena ricordargli che mai nessuno in Abruzzo ha avuto più potere di lui, e che il trucco di addossare la colpa ad altri non funziona più”.

Lo afferma il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci, commentando la conferenza stampa di questa mattina del presidente Chiodi.

“Se Chiodi vuole cambiare passo e aprire una ‘fase due’ inizi con un bagno di realtà – dice Paolucci – e rispetti di più il dramma di decine di migliaia di abruzzesi alle prese con la disoccupazione, il precariato e il rischio chiusura delle piccole imprese, dalla Val di Sangro e il Trigno-Sinello, in Val Vibrata, nell’area peligna o in quella Val Pescara che si era anche dimenticato di inserire fra le aree di crisi. Vada all’Aquila o si faccia accompagnare nelle zone artigianali e tocchi con mano la crisi”.

“I modesti risultati positivi – conclude il segretario regionale – sono da attribuire ad una ripresina di pochissime aziende internazionalizzate, senza dimenticare che le performance negative del 2010 sul 2009 (-7 per cento il Pil), dovute anche all’impatto del sisma, avrebbero prodotto un rimbalzo fisiologico di alcuni indicatori economici. Investiamo invece con onestà e coraggio, senza strumentalizzazioni”.