L’AQUILA – Un vertice per bloccare la disgregazione in Abruzzo di Futuro e libertà per l’Italia, neonato partito di Gianfranco Fini, prima che sia troppo tardi.
Questa la reazione del presidente della Camera che, dopo aver delegato il suo fedelissimo, il vice ministro Adolfo Urso, a occuparsi della crisi improvvisa e violenta esplosa in regione, martedì affronterà personalmente la patata bollente, esplosa dopo la nomina d’imperio di Giampiero Catone come coordinatore regionale, che ha scatenato effetti nefasti e dimissioni a catena.
IL VERTICE
Oltre a Fini e Urso, al vertice prenderà sicuramente parte Emilio Nasuti, ex “numero due” e rimasto ora leader del gruppo originario di Generazione Italia dopo l’abbandono di Alfredo Castiglione: quest’ultimo, infatti, ha preferito tornarsene nel Popolo della libertà dopo la nomina di Catone, ritorno che ufficializzerà domani.
Proprio Catone dovrebbe essere il quarto seduto al tavolo nel vertice con Fini. Ma non si sa se sarà della partita. Intanto si cerca di studiare come uscire dall’impasse creata dalla sua nomina, che ha provocato malumori nella base e dimissioni a pioggia tra decine di esponenti politici che avevano aderito a Fli con entusiasmo e ne sono usciti altrettanto rapidamente con delusione e rabbia.
NASUTI PROMOSSO?
Una soluzione di compromesso potrebbe essere quella di affiancare a Catone, nominato d’imperio da Roma, proprio Nasuti, unico leader riconosciuto dalla base dopo la grande fuga di Castiglione.
Ex sindaco di Castelfrentano (Lanciano), Nasuti è presidente della commissione Bilancio ed è un fedelissimo di Fini, soprattutto per l’amicizia con la collaboratrice storica del presidente della Camera, Rita Marino, originaria di Lanciano.
Nasuti nicchia sulla sua possibile promozione a pari di Catone. “Mi sto preoccupando di arginare la fuga delle tante persone che si erano visti vicini al progetto di Fini – spiega – Il mio obiettivo si coglie solo se tutti dimostrano intelligenza. A partire dall’onorevole Catone. Comunque, martedì a Roma una soluzione deve uscire fuori”.
Critico il commento di Nasuti all’uscita di Castiglione, che ha spiazzato anche lui. “Non ho gradito la scelta di Catone e l’ho detto apertamente – sbotta – Ma questo non può essere un pretesto per uscire fuori da Fli. Se dobbiamo costruire un partito agile e aperto, non si comincia dalle espulsioni, altrimenti che faremmo, se arrivasse qualche ex Pd?”.
“Catone e gli altri – conclude – devono dare un contributo, il popolo di Mirabello chiede la soluzione dei problemi, non le guerre di vertice che hanno dilaniato il Pdl”.
CATONE ALL’AQUILA, VERINI CON I FINIANI
Qualche indicazione in più sulle future mosse di Catone dovrebbe venire domani, lunedì, quando il parlamentare abruzzese d’adozione (è nato a Napoli) farà la sua prima uscita pubblica nel capoluogo di regione.
Catone parteciperà infatti all’Aquila a una conferenza stampa del consigliere comunale Enrico Verini, eletto con la lista della Margherita che sosteneva Massimo Cialente e poi smarcatosi dal centrosinistra con l’adesione allo schieramento Liberal Democratici di Lamberto Dini, che a livello nazionale sosteneva il centrodestra.
Verini è poi confluito nel gruppo Rialzati L’Aquila, nato dopo il terremoto del 6 aprile 2009, e ufficializzerà un altro cambio di casacca, passando ai finiani e costituendo un monogruppo, l’ennesimo, quello di Fli, al Comune dell’Aquila.
CALCIOMERCATO: ARRIVA TOTO?
Intanto, le ultime pillole di “calciomercato” dicono che nonostante la gaffe della nomina imposta di Catone, il partito finiano continua a esercitare un certo fascino, e così pure un altro parlamentare abruzzese del Pdl, Daniele Toto, potrebbe aderire a Fli.
Dall’altra parte, si segnala una nuova rivolta, nel Teramano per la chiacchierata adesione a Fli dell’ex senatore Rocco Salini, che potrebbe provocare nuove dimissioni.




