L’AQUILA – Tutti vestiti di nero, in silenzio e con un lumino acceso in mano.

Si ritroveranno così questa sera alle 20.30 gli insegnanti di tutto Abruzzo per il flash mob nazionale contro il ddl del governo Renzi sulla Buona scuola.

Davanti ai monumenti simbolo di ogni città, centinaia di sagome nere si fermeranno per denunciare “la lenta agonia della scuola statale”.

Fontana Luminosa all’Aquila, piazza Gian Battista Vico a Chieti, la Nave di Cascella a Pescara e piazza della Libertà a Teramo: questi i luoghi che verranno affollati dai docenti delle scuole abruzzesi di ogni ordine e grado.

L’annuncio della manifestazione è stato dato sulla pagina Facebook dell’ideatrice Margherita Franzese, docente napoletana che vive a Roma, e si è diffuso grazie al passaparola virtuale sui social network e attraverso l’applicazione di messaggeria istantanea Whatsapp.

Il titolo della “rappresentazione artistica vivente”, come è stata definita nel messaggio diffuso in tutta Italia, è “la scuola statale patrimonio da difendere”.

“Si sta creando un’onda di movimento trasversale – spiega la docente Clementina Cervale, professoressa di lingua inglese all’istituto ‘Amedeo D’Aosta’ dell’Aquila – dai docenti di ruolo a quelli precari. Siamo la categoria che regge la scuola da vent’anni e siamo la più bistrattata. Questo gesto di protesta è importante, dobbiamo essere tanti per dire che ci siamo e vogliamo essere i protagonisti della riforma della scuola, perché noi siamo la scuola”.

I punti del ddl al centro della protesta sono fondamentalmente due: “la valutazione del lavoro dei docenti – spiega la professoressa Cervale – basata su criteri non oggettivi, con il rischio che diventi a discrezione del dirigente scolastico. E poi l’assegnazione dei punteggi per i trasferimenti, basati sul portfolio di competenze che ogni docente deve dichiarare nell’iscriversi ai nuovi albi territoriali. Anche in questo caso si parla di ‘merito generico’, e il rischio è sempre che sia tutto troppo discrezionale. La valutazione è rimessa nelle mani del dirigente scolastico, a cui vengono dati poteri enormi”.

“La buona scuola si fa con una buona didattica, una buona classe dirigente e con un’ottima valutazione”, conclude la Cervale.

Il disciplinare per partecipare alla manifestazione di questa sera è chiaro: abbigliamento total black, portare con sé un lumino rosso (da cimitero) e un accendino per accenderlo. Recarsi in prossimità del luogo scelto per l’evento alle 20.15 per posizionarsi dieci minuti dopo, alle 20.25.

In piedi, in silenzio, tutti accenderanno il lumino alle 20.30 in punto. Per almeno cinque minuti dal quel momento bisogna continuare a restare immobili e in silenzio fino al segnale di un fischietto che indica di spegnere il lumino per riportarlo con sé, “sgombrando lentamente e senza disordini il sito”.

Una manifestazione pacifica che si svolgerà per 15 minuti in le piazze e i monumenti delle città italiane. L’obiettivo è suscitare, come si legge nel volantino, “coinvolgimento emotivo e partecipazione dell’opinione pubblica sulla lenta agonia della nostra scuola statale. Il numero e il comportamento dei partecipanti all’evento determinerà l’esito e il successo dell’iniziativa”.