LANCIANO – “È stato un grande successo: c’era molta gente, il cinema era stracolmo, e molti sono rimasti fuori nonostante i 1.000 posti a sedere. Ho visto tanti amministratori, tanti sindaci”.
All’indomani della visita abruzzese del presidente della Camera, Gianfranco Fini, leader del neonato Futuro e libertà per l’Italia, gongola il vice coordinatore regionale del partito, Emilio Nasuti, consigliere all’Emiciclo e presidente della commissione Bilancio.
“Siamo molto soddisfatti – spiega – perché c’è una certa consistenza del partito, e anche se erano stati fatti passi falsi (riferimento alla fuga di iscritti dopo la nomina di Giampiero Catone come coordinatore regionale, n.d.r.) oggi possiamo dire che sono stati recuperati e si riparte con l’entusiasmo iniziale”.
“La settimana prossima – annuncia Nasuti – si formeranno altri gruppi consiliari di Fli anche in altre realtà istituzionali. In particolare, al Comune dell’Aquila sono attesi due consiglieri comunali: uno sarà di sicuro Luigi Faccia (eletto con la lista civica L’Aquila città unita, n.d.r.), l’altro non posso ancora dirlo. Fli comunque sta prendendo piede in tanti Comuni, venerdì faremo conferenza stampa annunciando novità anche su Avezzano e sulla Marsica”.
Prima di arrivare a Lanciano, Fini è stato a Chieti, dove ha avuto un botta e risposta con un gruppo di studenti che contestavano l’approvazione della riforma Gelmini.
“Il presidente – prosegue il vice coordinatore Fli – si è messo a disposizione e ha parlato con una rappresentanza degli studenti. Ha fatto capire loro che, con una riflessione più attenta, molte delle perplessità vengono meno e che alcune sfaccettature sono strumentali”.
In conclusione, una riflessione sull’attuale rapporto tra il leader abruzzese di Futuro e libertà, Daniele Toto, ex Pdl, e il governatore Gianni Chiodi, spesso oggetto di note velenose.
“Non c’è un clima freddo – smentisce Nasuti – ma le cose quando non funzionano vanno dette, sennò qualcuno sta barando. Se ce le diciamo, facciamo il bene degli abruzzesi. Chiodi deve capire che, proprio come Berlusconi, non è un uomo solo al comando. C’è un programma da rispettare, non siamo stati eletti solo per alzare la mano, ma ci piace la sana critica, per e non contro”.
Finalino sul rimpasto: “Chiodi deve aspettare il 15, non c’è fretta per noi”. (alb.or.)
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