L’AQUILA  – “Uno dei grandi obiettivi, del tutto alla portata, della prossima manovra finanziaria sarà l’ulteriore aumento del fondo sanitario nazionale, anche di 2,5 miliardi. E questo rappresenterà una boccata di ossigeno, nella forma di maggiori trasferimenti statali, anche per l’Abruzzo, impegnato nella riduzione del deficit”.

Nelle settimane in cui si tirano i fili nel governo di centrodestra, in vista della legge di Bilancio di dicembre, la quarta del governo di centrodestra di Giorgia Meloni, in sella dal 2022, ad assicurarlo ad Abruzzoweb è il senatore di Fratelli d’Italia, capogruppo in commissione Bilancio, l’aquilano Guido Liris, epidemiologico e dirigente medico in aspettativa della azienda sanitaria dell’Aquila, vice coordinatore regionale del partito.

All’Abruzzo Economy Summit, che si è svolto all’Aurum di Pescara, il 24 e 25 settembre, Liris ha già anticipato alcuni contenuti della manovra, intervistato dal vicedirettore de il Giornale e conduttore di programmi televisivi Nicola Porro. Ad Abruzzoweb Liris è stato dunque invitato ad approfondire  uno dei temi più scottanti.

Liris oltre che essere impegnato in commissione, dove i vai capitoli di bilancio e relative coperture man mano prendono forma, ha avuto in queste settimane una stretta interlocuzione con il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, del suo stesso partito, che sta conducendo una battaglia a livello nazionale per una più equa ripartizione del fondo sanitario nazionale, che tenendo esclusivamente conto del numero della popolazione, penalizza regioni come l’Abruzzo, non considerando infatti l’estensione territoriale e a bassa densità demografica, che moltiplica i costi dei servizi sanitari.

Battaglia fondamentale per mettere in sicurezza i conti della sanità abruzzese, che viaggiano anche quest’anno verso un deficit di oltre 100 milioni, nonostante i tagli al bilancio ordinario, l’aumento dell’addizionale Irpef, con una guerra tra numeri tra l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, che assicura che si scenderà alla fine intorno agli 80 milioni, e l’opposizione del campo largo che parla invece di un passivo anche sopra i 120 milioni, sulla base di una proiezione contenuta in una lettera di agosto del dirigente del dipartimento Sanità, Ebron D’Aristotile.

“Una battaglia sacrosanta quella nuova ripartizione del fondo sanitario nazionale – prosegue Liris – che stiamo appoggiando in tutti modi, e sono fiducioso che alla fine sarà vinta, superando ogni resistenza ed egoismo territoriale delle regioni ora favorite”.

Già nella manovra del 2024 c’è stato un aumento del fondo sanitario di 1,3 miliardi, ma la gran parte di tali risorse, oltre 800 milioni, sono state assorbite ai rinnovi contrattuali relativi ai trienni 2025-27. Nel 2025 il finanziamento pubblico della sanità è stato pari a 136,5 miliardi di euro, ed ora l’obiettivo è quello di incrementarlo.

“Con 2,5 miliardi ulteriori in più – spiega Liris – ci sarà un ulteriore avanzamento, per dare risposte alla domanda di salute, alla qualità dei servizi, per assunzioni di personale medico, acquisto di macchinari. Il governo Meloni è pienamente consapevole che le regioni hanno difficoltà a fare fronte all’aumento dei costi, vedi energia, farmaci e materie prime. L’aumento del fondo e a caduta della quota per ciascun sistema sanitario regionale è una risposta concreta”.