PESCARA – “È assurdo che si sia scelto di spendere il 60 per cento delle risorse disponibili per installare pali e fili quando nelle tre città del pianeta dove funziona il Phyleas il mezzo ibrido viaggia senza alcun sistema di elettrificazione”.

Rifondazione comunista esprime il proprio dissenso al progetto della filovia che collegherà Pescara a Montesilvano, a pochi giorni dall’annuncio della posa della prima pietra della discussa opera, che verrà realizzata dalla Gtm.

“È incomprensibile – si legge in una nota firmata dal segretario provinciale del Prc, Corrado Di Sante, dalla segretaria cittadina, Viola Arcuri, dal consigliere comunale, Maurizio Acerbo e dalla consigliera di circoscrizione di Castellamare, Guya Marconi – che si sia scelto un sistema così impattante, costoso e soprattutto dal tracciato non modificabile. In tutta Europa il trasporto pubblico va a sottrarre spazi al traffico automobilistico, solo a Pescara si decide di sacrificare l’unica area pedonale e ciclabile che invece per noi dovrebbe proseguire attraversando l’intera città. Non è vero che la “strada-parco” sia l’unico tracciato possibile per il trasporto pubblico e da anni proponiamo una riorganizzazione della mobilità cittadina e metropolitana e percorsi alternativi”.

La decisione di procedere alla recinzione di un primo tratto di “strada-parco”, per Rifondazione “suona come una beffa nei confronti delle migliaia di cittadini che hanno presentato una delibera di iniziativa popolare che è all’esame del Consiglio Comunale”.

“Ricordiamo – si legge nella nota – che a giugno si è tenuta una seduta affollatissima del Consiglio con all’ordine del giorno la delibera che proponeva un percorso alternativo per la filovia e che l’esame è stato sospeso a seguito dell’impegno di sindaco e maggioranza a promuovere un tavolo tecnico di confronto”.

“Invece del tavolo – tuonano da Rifondazione – ci ritroviamo le transenne! Eludere il confronto con la cittadinanza non fa onore al sindaco e alla maggioranza. Di cosa hanno paura centrodestra e Gtm? Forse che emergano le incongruenze dell’appalto?”.

“Chiediamo – concludono – l’immediata convocazione del tavolo di confronto e del Consiglio Comunale e invitiamo a partecipare al sit in di protesta che si terrà sabato 18 settembre alle 17,30 sulla ‘strada-parco’ a Le Naiadi”.

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