L’AQUILA – Cominceranno da gennaio 2018 i lavori della società Open Fiber per la posa della fibra ottica nel territorio comunale dell’Aquila.
I lavori dovrebbero concludersi al massimo entro la primavera-estate 2019 con la cablatura di 23 mila unità immobiliari, l’80 per cento del territorio, a velocità 1 gigabit per secondo sia in download che upload, per una spesa di 8 milioni di euro.
L’intesa è stata firmata oggi nel corso di un incontro con la stampa dal sindaco, Pierluigi Biondi, e il responsabile area centro di Open Fiber, Roberto Tognaccini, che hanno evidenziato come “i lavori cominceranno in anticipo di un anno rispetto al piano industriale”.
Il privato investirà gli 8 milioni di tasca propria, puntando a recuperare l’investimento negli anni attraverso i contratti con i vari fornitori di servizi, che potranno essere erogati da qualsiasi operatore.
I tempi verranno abbreviati perché i 13 mila chilometri di fibra verranno installati per lo più all’interno di infrastrutture esistenti, per limitare al massimo gli scavi, a partire dai nuovi sottoservizi in centro storico.
Secondo quanto si è appreso, vista la peculiare situazione aquilana, contrariamente a quanto si attua di norma nelle città “normali”, i lavori cominceranno dalla periferia per stringersi pian piano verso il centro.
“Non è solo un’iniziativa imprenditoriale, si lega a tante altre che fanno dell’Aquila una città all’avanguardia, più facile da vivere e più attrattiva – ha commentato il primo cittadino – Arriveremo al 100 per cento della copertura di tutto il territorio comunale entro il 2020, andando a recuperare anche il gap che sconta l’economia locale”.
Le imprese per insediarsi cercano sempre meno infrastrutture classiche e sempre più quelle con strutture come fibra e 5g, e non dimentichiamo che il recente studio del Sole 24 Ore tra gli indicatori della qualità della vita ha messo proprio la diffusione della banda larga”.
“Perché all’Aquila? L’amministrazione è stata attiva a proporsi e poi qui ci sono altri progetti importanti, come il 5g e la smart city – ha detto Tognaccini – Portare la fibra è facile, il difficile è portarla fino alle case e noi arriveremo al vano scala di ogni edificio”, ovvero la tecnologia Ftth (Fiber to the home).
Il responsabile ha confermato che “utilizzeremo le infrastrutture esistenti di chiunque la possa mettere a disposizione per evitare di eseguire degli scavi. Oltre 13 mila chilometri di cavo in fibra ottica prevedrebbero uno scavo altrettanto importante, l’obiettivo è limitarli al minimo”.
Dove questo non sarà possibile, spiega una nota, saranno privilegiate modalità di scavo a basso impatto ambientale e altamente sostenibili per il territorio. Al termine dei lavori, gli utenti potranno contattare un operatore per scegliere il piano tariffario che preferiscono e iniziare la navigazione ad alta velocità.
Open Fiber infatti non è un provider di servizi Internet e non vende un servizio al cliente finale, ma è attiva solamente nel mercato all’ingrosso (wholesale) consentendo l’accesso a tutti gli operatori di mercato che lo richiedono.
“Gli 8 milioni di investimento sono tutti a carico di Open, abbiamo previsto un recupero nell’arco degli anni, grazie a dei contratti per migrare la clientela con rete in rame sulla nostra nuova rete”, ha precisato Tognaccini.





