LANCIANO – “Mi pare che le parole di Sergio Marchionne siano frutto di un’iperbole retorica, pur se non disconosco un problema di produttività, che esiste nel nostro Paese e che va affrontato con serietà da tutti, imprese, lavoratori, sindacati: l’Italia ha senza dubbio bisogno di maggiore competitività per raggiungere i risultati di altre economie in ripresa e per far questo occorre un patto serio e responsabile tra imprenditori, lavoratori, sindacato e politica”.

Lo afferma il presidente della Provincia di Chieti nonché responsabile dell’Upi per lo sviluppo economico, Enrico Di Giuseppantonio.

“Le parole dell’amministratore delegato della Fiat, tuttavia, non credo possano essere applicate ai lavoratori dello stabilimento della Sevel in Val di Sangro – aggiunge Di Giuseppantonio – che si sono sempre distinti per capacità e zelo così come in ogni altro sito produttivo abruzzese: i nostri lavoratori hanno contribuito in maniera determinante al successo del nostro modello in ogni comparto, come ben sa Marchionne che affonda le sue radici proprio nella provincia di Chieti”.

“Chiedo infine a Marchionne – conclude Di Giuseppantonio – di riflettere sulla potenzialità attrattiva del Made in Italy, di cui si è giovata per decenni la Fiat, che non potrà mai disconoscere la sua profonda italianità, che è insita nella sua produzione”.