L’AQUILA – Corsi e ricorsi della politica ad Avezzano: l’imprenditore Gabriele De Angelis era stato fino al 2015 assessore ai Lavori pubblici, molto influente, nel primo mandato del sindaco civico Gianni Di Pangrazio. Poi se ne è andato sbattendo la porta, e si è candidato lui stesso a sindaco vincendo la partita nel 2017, contro lo stesso Di Pangrazio. Si è poi dimesso nel 2019, defenestrato anzitempo, avendo perso i numeri nella sua traballante maggioranza, grazie al lavorìo dietro le quinte di Di Pangrazio, che così, consumata la vendetta, è tornato sindaco nell’ottobre 2020.
Dopo quattro anni, lo scenario sembra ancora una volta ribaltarsi: si respira infatti aria di riavvicinamento politico, per non dire di sposalizio, tra il sindaco che già tesse le sue trame in vista di una terza candidatura alle elezioni posticipate nella primavera del 2026, e De Angelis, commissario e dal dicembre 2023, segretario provinciale di Forza Italia, nonché presidente della Tua, la società regionale dei trasporti.
Un’operazione che avrebbe la benedizione anche del segretario regionale e deputato Nazario Pagano.
Va tenuto conto che però Forza Italia è ad oggi all’opposizione della variopinta maggioranza civica del sindaco, e nel 2020, con De Angelis in prima fila come commissario del partito, a sfidare Di Pangrazio era stata per gli azzurri l’economista Anna Maria Taccone. Ancor di più va ricordato che il candidato sindaco di Lega e Fdi, arrivato al ballottaggio, e ai tempi salviniano, l’imprenditore Tiziano Genovesi, è poi passato a Forza Italia, ed è oggi fieramente all’opposizione del sindaco. M
Di Pangrazio, dall’altra parte, è del resto ormai sempre più vicino alle posizioni del centrodestra, con non pochi malumori nella componente civica di sinistra della sua maggioranza, e sembra determinato a puntellare i suoi numeri in aula, che gli permettano di amministrare con tranquillità fino alla fine del mandato. Una strategia che, se completata, lo metterebbe in una posizione di forza per tentare il tris, questa volta però con una coalizione politica definita e tradizionale. Va ricordato a questo proposito che la Lega, dopo l’addio di Genovesi, è anch’essa passata in maggioranza, con l’assessore Cinzia Basilico e il consigliere Antonio Del Boccio.
Per completare il puzzle manca dunque ancora il tassello di Forza Italia, visto che Di Pangrazio ha già sancito da tempo una alleanza con l’assessore al Bilancio di Fratelli d’Italia, Mario Quaglieri, il più votato in assoluto con quasi 12mila preferenze alle regionali di marzo, grazie anche al sostegno del sindaco, che ha così contraccambiato l’appoggio alle comunali del 2020. Il suo collaboratore all’assessorato, Nello Simonelli, è consigliere comunale in maggioranza, eletto nella civica di Di Pangrazio “Avezzano città territorio”.
Anche Quaglieri lo vedrebbe bene come candidato sindaco, ma questa volta del centrodestra, ed è stato il regista della nomina di Iride Cosimati, unica eletta di Fdi, ad assessore, contro però la volontà del partito, alquanto timida, va detto, liquidando il salto della quaglia come “scelta personale”. E soprattutto la strategia di Quaglieri è agli antipodi della ferrea posizione dell’altro big della politica marsicana, il capogruppo di Fdi in consiglio regionale, Massimo Verrecchia, rivale di Quaglieri e che potrebbe candidarsi anche lui a sindaco, ma dicendo basta ai “minestroni civici” di Di Pangrazio, non mancando occasione di lanciargli bordate.
In questo contesto, De Angelis, da quanto si apprende, anche in questa pausa delle vacanze di Natale sta conducendo le trattative per favorire l’ingresso dei consiglieri di Forza Italia nella maggioranza.
A Goffredo Taddei sarebbe stato prospettato già un ruolo di primo piano, con la possibilità di entrare in giunta come assessore.
C’è poi Mario Babbo, entrato negli azzurri a settembre, dopo essersi candidato sindaco nel 2020 di una lista civica appoggiata anche dal Partito democratico, e si è poi apparentato con Di Pangrazio al ballottaggio contro Genovesi, risultando decisivo. Ora potrebbe dover ridefinire anche lui il posizionamento politico, mettendo nel cassetto le sue ambizioni di candidarsi a sindaco nel 2026.
E veniamo a Tiziano Genovesi, il vero ostacolo di questa operazione: finora come detto è l’unico vero oppositore di Gianni Di Pangrazio, e ha sempre condannato la pratica delle “porte girevoli” e dei “salti della quaglia”, degli “inciuci”, in consiglio comunale, su cui finora si è retta la maggioranza civica, che per lui andrebbe chiamata piuttosto “cinica”.
Ora anche Genovesi potrebbe trovarsi di fronte a una scelta cruciale: continuare a rappresentare la voce critica della minoranza, ma di fatto diventando un corpo estraneo nel suo nuovo partito, oppure seppellire l’ascia di guerra, e cedere alle sirene del riavvicinamento alla maggioranza. Seppellendo però anche assieme all’ascia quattro anni di coerente linea politica tutta all’opposizione. La sua decisione potrà in entrambi i casi ridefinire gli equilibri politici cittadini e in Forza Italia, con conseguenze importanti sugli schieramenti che già si stanno costituendo in vista delle prossime elezioni.
A fluidificare l’avvicinamento tra Di Pangrazio e De Angelis è stato intanto il progetto della Tua sulla mobilità ad idrogeno che interessano Avezzano, molto apprezzato dal sindaco, ovvero la corse sperimentale già attiva dell’autobus Iveco E-way da 12 metri fuel-cell ad idrogeno, da Avezzano a Ovindoli e da Ovindoli a Campo Felice, che è solo l’assaggio di un progetto più ambizioso che si dispiegherà nel 2025, con altre corse verso le stazioni sciistiche del comprensorio, con la realizzazione di un impianto di rifornimento di idrogeno dedicato ad Avezzano, in prossimità della direttrice stradale che connette Roma con l’area costiera adriatica.
Forza Italia, forte della sua ideologia liberista, non è nemmeno contraria alla privatizzazione di fatto dell’Aciam, la società consortile che gestisce l’impianto di trattamento dei rifiuti di Aielli. Dopo il controverso cambio dello statuto, un passaggio fondamentale si è avuto la scorsa settimana, con l’ok in aula alla cessione delle quote del Comune di Avezzano, per un valore di 450mila euro. Per l’acquisto è stata finora presentata una sola proposta, quella del socio privato, che sarà presto maggioritario, la Tekneko, del potente imprenditore Umberto Di Carlo, amico del sindaco ed anche di De Angelis, e che già gestisce il servizio rifiuti in città. Va detto però che a nutrire più di un dubbio sull’operazione è Taccone, candidata di Fi alle ultime regionali, che dell’Aciam è stata presidente.
La strategia di Di Pangrazio è dunque chiara: uscire dall’imbuto del civismo, che sembra oramai segnare il passo davanti al nuovo protagonismo dei partiti, proponendosi, passo dopo passo, come candidato sindaco ideale, e soprattutto vincente, del centrodestra, con la Lega già in maggioranza, Fi che potrebbe entrare a breve, e con Fdi sì formalmente all’opposizione, ma godendo dell’appoggio del potente Quaglieri.
Nel davvero originale “esperimento politico” di Avezzano si registra infine il ritorno in campo, dopo una lunga pausa di riflessione, dell’ex presidente del consiglio regionale, nelle file del Partito democratico, di Giuseppe Di Pangrazio, il fratello maggiore del sindaco. Il suo obiettivo sembra essere quello di ricostruire una rete politica per il centrosinistra, dove ancora brucia la netta sconfitta delle regionali, visto che ad Avezzano, con percentuali ben sopra la media, il centrodestra di Marsilio ha preso il 62,5%, contro il 37,5% contro il campo largo di centrosinistra e M5s del professor Luciano D’Amico.
Il suo cuore batte ancora a sinistra, ma ora il vento in poppa nella Marsica e ad Avezzano ce lo ha il centrodestra, e per lui c’è anche l’imbarazzo di dover lavorare politicamente contro le ambizioni del fratello per poter essere sindaco per un terzo mandato.
Va ricordato a tal proposito che subito dopo le elezioni del 2020, il Partito democratico aveva sospeso per un anno Giuseppe Di Pangrazio, con l’accusa di non aver sostenuto come ci si sarebbe aspettati il suo partito, schierato con il candidato Babbo, ma appunto il fratello Gianni Di Pangrazio.
In realtà Giuseppe Di Pangrazio si era già autosospeso dal partito, visto il potenziale conflitto di interesse, ma la Commissione di garanzia ha però ritenuto l’autosospensione non sufficiente, anche perché non prevista nel regolamento, e dunque ha deciso per il provvedimento disciplinare.
In Forza Italia infine potrebbe tornare in campo anche Filippo Piccone, il 63enne imprenditore più volte parlamentare e consigliere regionale ed ex storico sindaco della ‘sua’ Celano, che ha una forte influenza anche ad Avezzano, attualmente coinvolto nell’inchiesta “Acqua fresca” della Procura di Avezzano, su presunti appalti pilotati al Comune di Celano. Filippo Tronca




