CHIETI- Prosegue senza sosta la caccia a Michael Dennis Whitbread 74enne inglese, considerato come l’indiziato numero uno della uccisione avvenuta ieri, con sette coltellate di Michele Dawn Faiers, 66 anni, anche lei inglese. L’uomo è sparito con la sua auto, si presume da sabato, quando si è consumato il delitto, e potrebbe essere già all’estero.
Il sesto femminicidio in Abruzzo da inizio anno, il 22esimo in 12 anni, è avvenuto a Casoli, centro della provincia di Chieti, in un’abitazione singola nella campagna di contrada Verratti a una decina di chilometri dal centro del paese. Il 12 febbraio, sempre a Casoli, è stata trovata senza vita in casa Cesina Bambina Damiani, 88 anni, uccisa dal figlio Francesco Rotunno, 65 anni.
Michele Dawn Faiers non ha avuto il tempo di chiedere aiuto e non ha avuto scampo. Da quel momento nessuna traccia del marito, con cui Michele aveva scelto, come tanti connazionali nei paesi vicini, di trasferirsi tre anni fa in Abruzzo, in una zona apprezzata per la tranquillità e la vicinanza della montagna.
E inglese è anche l’amica che per tre giorni l’ha cercata invano chiamandola al telefono e che ieri, preoccupata, è andata a casa sua.
Quando nessuno le ha aperto la porta, ha cominciato a urlare attirando l’attenzione di alcuni vicini che hanno chiamato i soccorsi e il 112.
Arrivati alla villetta, i Carabinieri della compagnia di Lanciano e i colleghi del Nucleo operativo e radiomobile, con il nucleo investigativo del comando provinciale di Chieti, hanno lavorato per ore con i rilievi, raggiunti prima dal procuratore capo di Lanciano, Mirvana Di Serio, poi dal medico legale Pietro Falco.
Inutile, per i giornalisti, l’attesa al di là del cordone di sicurezza per capire almeno quando la donna sia morta o qualche altro dettaglio utile a ricostruire la vicenda. Procuratore, medico legale e comandante provinciale dei Carabinieri sono andati via allontanandosi dal lato opposto. Pochi evidentemente i dati a disposizione per rilasciare dichiarazioni.
A Casoli, paese di circa cinquemila abitanti nell’entroterra abruzzese, nessuno conosceva bene questa coppia. I residenti della zona li descrivono come molto riservati.
I due, che parlavano solo inglese, venivano visti spesso fare passeggiate nella campagna circostante insieme ai loro tre cani, che oggi erano lì e sono stati presi in consegna dall’amica alla quale è toccato fare la tragica scoperta.
Raccogliendo testimonianze nei dintorni sembra che da qualche tempo, però, i due non si vedessero più in giro insieme.
L’amica che ha chiesto aiuto vive nella vicina Palombaro, piccolo centro distante una decina di chilometri, da percorrere in circa quindici minuti in auto data la strada non proprio agevole.
Dei neanche mille abitanti un centinaio sono inglesi, una comunità costituita da famiglie che alcuni anni fa hanno deciso di trasferirsi in questa zona dell’Abruzzo, l’area dell’Aventino, dove hanno acquistato e ristrutturato casolari abbandonati. Come avevano fatto Michele e il suo compagno, che ora è l’unico che potrà spiegare cosa è accaduto in quella casa.






